Via Herio, speleologi nei cunicoli: è tutto ok

Sopralluogo del Cars nelle gallerie che si snodano attorno alla voragine. Traffico ancora vietato ai bus
CHIETI. Il secondo sopralluogo nelle gallerie della vecchia cava di arenaria che si trovano sotto l’edificio che ospita il Genio Civile in via Asinio Herio ha dato lo stesso risultato del primo sopralluogo: non ci sono collegamenti tra la voragine di quattro metri appena richiusa e la gallerie sottostanti. Ieri mattina, sotto la supervisione dell’assessore alla viabilità Mario Colantonio accompagnato dal consigliere Emiliano Vitale, gli speleologi del Cars (Cemtro appenninico di ricerche speleologiche) si sono calati dal tombino davanti al Supercinema nel reticolato di cunicoli che si estende per circa un centinaio di metri. Mercoledì scorso, nel giorno stesso dell’apertura della voragine di via Herio, erano scesi nei cunicoli per un primo sopralluogo gli operai del Comune. Ieri ci sono tornati gli esperti del Cars Errico Orsini, Marta Di Biase, Gianluca Cassano, Federico Alcini, Federico Palazzese e Stefano Evangelista. Dopo il Duemila, le gallerie della cava di arenaria risalente alla fine dell’Ottocento furono consolidate grazie a un intervento contro il dissesto idrogeologico. «Si trovano ancora in buona condizione», ha riferito Orsini dopo una mezzora a passeggio a 19 metri di profondità, «le opere di consolidamento effettuate hanno dimostrato di reggere ancora bene». Il Cars aveva scannerizzato i vari cunicoli con il laser scanner e facendo un confronto con la planimetria scannerizzata dal geometra Antonio Natelli hanno dunque potuto accertare che è tutto nella norma. E dunque la causa della voragine non sta nelle gallerie. Va cercata altrove. Molto probabilmente nello strato di terreno che si trova tra il reticolo a 19 metri di profondità e la strada. Intanto non si sa ancora quando via Herio potrà riaprire anche al traffico pesante, dipende dalle valutazioni tecniche dell’ufficio lavori pubblici. (a.i.)

