Via i depuratori dalla costa Stop agli scarichi sul mare

La Sasi elimina i due impianti di Rocca San Giovanni e quello di Torino di Sangro Il presidente: «Niente più brutture sul litorale». Spesi 10 milioni per tutti i lavori
LANCIANO. Lavori sugli impianti di depurazione, dismissione di 120 fosse Imhoff e interventi sulle fognature, il tutto nell’ottica del risanamento ambientale. È la linea seguita dalla Sasi nel 2017, che chiude con oltre 10 milioni di euro di investimenti e con un concorso che, entro il 15 gennaio, porterà all’assunzione di 67 dipendenti.
INVESTIMENTI. «Un anno difficile ma pieno di progettualità», commenta Gianfranco Basterebbe, presidente della società che gestisce il servizio idrico in 92 comuni, «e di investimenti, di cui ben 5 milioni di fondi Sasi. Soldi andati soprattutto alla depurazione, visto che dei 510 impianti regionali ben 146 sono gestiti dalla Sasi e trattano circa un terzo dei reflui prodotti in tutto l’Abruzzo. Quest’anno, dopo 10 anni di attesa, abbiamo inaugurato il depuratore di Santa Croce, che ha già portato a migliorare la qualità delle acque del Feltrino. È stata poi avviata la costruzione di altri depuratori, come quello di Fossacesia a servizio anche dei comuni di Mozzagrogna e Santa Maria Imbaro, quello di Villa Santa Maria dove è stato necessario anche modificare il Prg comunale per costruire l’impianto». Potenziati il depuratore e i collettori fognari a Palena e Fara San Martino. Dismessi poi impianti ormai obsoleti come quelli di Mozzagrogna e Perano.
COSTA PULITA. «Nell’ambito delle dismissioni», riprende Basterebbe, «importante è l’eliminazione dei depuratori nel tratto di costa da San Vito a Torino di Sangro. Niente più brutture sul mare l’estate prossima. A Torino di Sangro, infatti, elimineremo il depuratore di Borgata Marina, mentre a Rocca San Giovanni quello del Cavalluccio sarà deviato verso l’impianto di Fossacesia e quello di Vallevò sarà indirizzato su una pompa di sollevamento a Valle Grotte, che a sua volta sarà depurato nell’impianto di San Vito che è stato ampliato. A beneficiarne la vista, ma soprattutto il mare».
SEQUESTRI. Ma i due depuratori di Rocca erano anche quelli sequestrati dalla Procura nell’aprile 2015 e poi nel novembre 2016, e tutt’ora sotto custodia giudiziaria dei sindaci assieme ad altri 10 impianti: i tre di Lanciano, l’impianto di Treglio, i tre di Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri. «A Quadri il depuratore è stato definitivamente messo a norma», precisa il presidente, «ad Atessa sono stati completati i progetti esecutivi di adeguamento e potenziamento del depuratore in località Osento, a Selvuccia l’intervento prevede nuovi collettori fognari e la dismissione del vecchio impianto. In fase di avvio anche i lavori della struttura a Ianico. Santa Maria Imbaro e Mozzagrogna sono stati dismessi. A Treglio si sta lavorando per aumentare la capacità depurativa. Lavori costati circa 10 milioni di euro che, al di là del sequestro, andavano fatti». Anche in questo caso i benefici saranno sulla qualità delle acque visto che i depuratori erano sottodimensionati, mal funzionanti, scaricavano in mare e nei fiumi Feltrino, Sangro, Osento sostanze inquinanti. Sempre nell’ottica del risanamento ambientale vanno anche i 4 macro progetti sugli assi fluviali Moro-Arielli-Foro; Feltrino-Sangro; Trigno-Sinello-Osento e poi la dismissione di 120 fosse imhoff sulle 600 totali che hanno ottenuto 22 milioni di euro dal Masterplan.
CONCORSO. A chiudere il 2017 e ad aprire l’anno nuovo è il bando per l’assunzione a tempo indeterminato di 67 dipendenti. «Nonostante le polemiche si lavora», chiude Basterebbe, «il 28 dicembre ci sarà la prova scritta e contiamo di arrivare alle assunzioni entro il 15 gennaio 2018».
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