Via i frati cappuccini dal convento, è protesta

Guardiagrele. Il vice sindaco: è una decisione che genera incertezza nei fedeli, serve un passo indietro
GUARDIAGRELE. Il convento dei cappuccini senza più cappuccini. L' incredibile paradosso potrebbe realmente verificarsi tra qualche mese e sta già allarmando i cittadini guardiesi. Nei giorni scorsi, infatti, il parroco padre Luca Di Panfilo ha ufficialmente comunicato al consiglio pastorale della parrocchia che il nuovo ministro provinciale dei Cappuccini per il Centro Italia, padre Matteo Siro, unitamente ai suoi consiglieri, ha decretato che dal prossimo mese di settembre i due frati presenti nel convento guardiese, quindi il parroco e padre Marcello Graziosi, dovrebbero abbandonare la struttura per consegnarla nelle mani di un sacerdote diocesano. La notizia, che si è diffusa rapidamente nella cittadina, ha subito provocato la reazione dei fedeli che, esternando la loro contrarietà al trasferimento, giudicato del tutto incomprensibile, sono ora sul piede di guerra. « I frati francescani», osservano i fedeli, «sono presenti nel convento guardiese fin dalla sua fondazione nel 1599 e rappresentano quindi una vera e propria istituzione cittadina, per questo sono assolutamente intoccabili. Padre Luca, in questi quattro anni a capo della parrocchia, ha offerto un contributo sostanziale alla crescita della comunità, instaurando ottimi rapporti con giovani e anziani e facendo realizzare una serie di importanti lavori che hanno completamente rinnovato il convento». Padre Luca, proprio ieri mattina, attraverso i social ha ricordato che come frate è tenuto all’obbedienza ed ha invitato i parrocchiani alla preghiera. Il clima, però, si fa sempre più incandescente e molti sono i cittadini che hanno già chiesto anche un intervento dell'amministrazione comunale. «L’allontanamento dei frati dal convento», osserva la vice sindaco Flora Bianco, «produrrebbe certamente un impoverimento morale e spirituale dalle conseguenze imprevedibili, soprattutto se si considera l'attuale situazione pandemica che genera di per sé smarrimento e incertezza. Il convento fa parte della storia di Guardiagrele e la presenza dei frati è insostituibile, come guida spirituale, collante di una comunità e anche come supporto per soddisfare le esigenze materiali di molti bisognosi».

