Via l’acqua senza preavviso Protestano le contrade

Rubinetti a secco all’improvviso di giorno e di notte nelle frazioni a sud della città I residenti: «Non possiamo neanche fare scorte». Oggi il Comune incontra la Sasi
LANCIANO. Rubinetti a secco senza preavviso ormai già da qualche giorno nelle contrade a sud della città. Ed è allarme in località come Torre Marino, Fontanelle, Rizzacorno, Colle Campitelli, che restano a secco all’improvviso, di giorno, ma soprattutto nelle ore serali e di notte, senza che nessuno sappia il motivo. I residenti hanno ripetutamente interessato del grave disagio il Comune, dal momento che non sono riusciti ad avere risposte certe dalla Sasi, la società che gestisce il servizio idrico integrato in 92 comuni della provincia di Chieti. Il problema è stato affrontato anche in una recente riunione di maggioranza ed è stato portato all’attenzione del sindaco Mario Pupillo e della giunta dall’assessore all’ambiente Davide Caporale e dal consigliere di Lanciano Vale Renato Settembrini. «Le chiusure», spiega Settembrini, «sono improvvise e non vengono mai adeguatamente segnalate. Sono ormai alcuni giorni che tutta la parte a sud di Lanciano vive questi disagi. L’acqua va via a volte di mattina, ma molto spesso a partire dalle 18-19 della sera per poi tornare solo al mattino successivo».
E la comunicazione langue, così come serbatoi e rubinetti. Ai residenti che provano a chiamare il numero verde della Sasi, non riesce quasi mai di ottenere la linea con un operatore. Quando accade risponde un call center di fuori città i cui dipendenti informano che si tratta di rotture improvvise. Se invece qualcuno si reca negli uffici della Sasi a chiedere informazioni gli viene spiegato che non si tratta di rotture, ma di una gestione più oculata del fabbisogno idrico. «Siamo al caos più totale», si lamenta un residente di Torre Marino, «dopo tutto quello che paghiamo sulle bollette non veniamo nemmeno degnati di un avviso che ci consenta di fare le scorte d’acqua». Per chi abita in campagna il disagio è ancora più sentito. «Dopo una giornata di lavoro nei campi», racconta una residente, «rientrare e non avere l’acqua nemmeno per farsi una doccia ci fa sentire cittadini del Terzo Mondo».
Per i residenti delle contrade il disagio sarebbe più contenuto se, almeno, si provvedesse alla comunicazione tempestiva delle chiusure e se si fosse in grado di elencare precisamente le zone interessate dalle chiusure notturne programmate. «Come assessorato», spiega Caporale, «ci siamo subito attivati per arginare il problema e abbiamo già parlato con la Sasi con i cui rappresentanti abbiamo un incontro questa mattina in Comune. Ci hanno riferito che è stata trovata una rottura in località Carrieri, ma analizzeremo il problema insieme al presidente Sasi». Reti colabrodo, chiusure notturne e rotture improvvise delle tubature stanno mettendo a dura prova numerosi comuni del comprensorio. Nei giorni scorsi una rappresentanza di sindaci ha chiesto alla Sasi di modificare le chiusure notturne.
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