Via l’amianto da Pediatria Muffa nei box prelievi

10 Novembre 2018

Aperto il cantiere nel reparto dei ragazzi per la realizzazione dei nuovi pavimenti Utente del Laboratorio analisi: «Nei bagni non si può entrare per la puzza»

LANCIANO. Luci e ombre sui cantieri nell’ospedale Renzetti. Luci si accendono per i lavori di rimozione dell’amianto iniziati in Pediatria come annunciato dalla Asl. Mentre ombre calano sul laboratorio analisi, sui bagni e i box prelievi pieni di muffa e crepe da anni.
Da un paio di giorni in Pediatria si sta più stretti, per via del cantiere per la rimozione dell’amianto dai pavimenti nella parte dove ci sono gli ambulatori e alcune stanze di degenza. Il reparto non è stato trasferito così a dividere i bambini e gli operatori sanitari dai lavori: è stato messo un pannello di cartongesso fissato con lo scotch. Deve evitare che passino le polveri dell’amianto sgretolato e rimosso. E si spera che possa funzionare. Questi primi interventi dovrebbero durare fino a dicembre, poi si riaprirà l’area e se ne chiuderà un’altra. Sono tre i lotti previsti per rimuovere i pavimenti e rifarli: quindi i disagi per i piccoli pazienti ricoverati sono inevitabili. Basta che restino disagi e non si trasformino in pericoli.
Servirebbero lavori, richiesti almeno da tre anni, nel Laboratorio analisi, in particolare nei bagni. Nell’unità ogni giorno transitano in media 300 utenti, che devono convivere con la puzza di muffa nei box, dove l’intonaco si stacca e con bagni da terzo mondo. Problemi evidenziati già nel novembre 2015 dagli ispettori dell’ufficio protezione e prevenzione Asl che fecero delle verifiche e stesero relazioni sui centri di analisi aziendali. Relazioni cestinate. A riaccendere i riflettori sul problema ci pensa un utente di Castel Frentano che ha presentato un esposto all’Urp del presidio, in cui ha espresso tutta la «vergogna, il malumore e il disgusto» che ha provato entrando nei bagni del laboratorio. «A pochi passi dalla porta dei bagni ho avvertito un nauseante odore d’urina che toglieva il respiro», ha scritto P.S. nel reclamo a cui ha allegato foto eloquenti, «aperta la prima porta mi è venuto da vomitare, mi sono trovato di fronte a una pozzanghera disgustosa. Nei bagni non c’era né sapone, né carta per asciugarsi le mani. Dentro il cestino in cui dovrebbe esserci solo la carta, c’era di tutto. E poi muri umidi e screpolati, un insopportabile odore di muffa. Un bagno senza un responsabile delle pulizie, senza pulizia. Mi viene da ridere pensando alle raccomandazioni ricevute dall’operatore sanitario per evitare la contaminazione delle analisi, mentre poi mi tocca entrare in un bagno, in cui le scarpe si bagnano di urina, dove non posso lavarmi le mani, dove ho l’impressione di essermi contaminato dal momento in cui ci ho messo piede». La segnalazione è stata girata agli uffici di riferimento: al responsabile del laboratorio Maria Golato; a quella del presidio Rosanna Di Nella; al direttore contratti, forniture e pulizie Pierluigi Galassi. Non ancora arrivano risposte.
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