Via l’insegna Golden Lady In Val Sinello arriva Unos

23 Novembre 2017

Gissi, nel capannone dell’ex calzificio parte la produzione di maglie e cappotti Al lavoro 20 persone selezionate dall’Adecco. La Cgil: «Tagliati fuori i sindacati»

GISSI. Il progetto annunciato al Sole 24 ore un anno fa dal patron di Calzedonia (gruppo Falconeri), Sandro Veronesi, sta prendendo corpo. L’insegna Golden Lady è stata rimossa definitivamente dal capannone di contrada Terzi, nella zona industriale di Gissi. Nello stabilimento completamente ristrutturato sono partite le lavorazioni della Unos srl del gruppo Falconeri: produzione all’ingrosso di giacche, cappotti e maglie. Una ventina di persone sono già al lavoro, ma presto a loro potrebbero aggiungersi altri operai.
«Nel 2017 inaugureremo uno stabilimento dedicato a Falconeri e in particolare a giacche e cappotti in maglia in Abruzzo, regione che ha una tradizione nel tessile», aveva detto Veronesi a inizio anno e così è stato. Il personale assunto dall’azienda è specializzato. Gli impianti di lavorazione sono stati studiati ad hoc con leader del settore. Cashmere e lane pregiate sono comprate dai migliori produttori in Asia o Australia, proprio come fanno i marchi del lusso. Il nome Falconeri e la società Unos sono una garanzia di serietà per il sindaco di Gissi, Agostino Chieffo. Il primo cittadino confida che la riapertura del capannone ex Golden Lady sia l’inizio della rinascita dell’area industriale della Val Sinello. Il gruppo nel 2016 ha registrato un fatturato di 70 milioni di euro e un incremento rispetto all’anno precedente del 30%. L’operazione “reshoring”, che sta riportando a Gissi lavorazioni esportate in Romania, non soddisfa però i sindacati. Qualche giorno fa, in una nota, il coordinatore regionale della Filctem Cgil, Carlo Petaccia, lamentava la mancanza di dibattito e trattative fra azienda e attori del territorio. Il personale al lavoro è stato selezionato dalla Adecco. L’agenzia, che si occupa del reclutamento di lavoratori interinali, ha contattato e acquisito i curriculum di decine di ex dipendenti del gruppo Canali e di altre aziende tessili. Purtroppo sono rimasti fuori gli ex lavoratori Golden Lady. Tutti i lavoratori sono stati reclutati attraverso trattativa privata. I sindacati sono stati tenuti fuori e questo non ha certo fatto piacere alla Cgil che non ha per questo risparmiato critiche ai politici locali e regionali. Dopo la fuga degli imprenditori dalla Val Sinello, si registra comunque finalmente una inversione di tendenza. Dai Paesi dell’Est le confezioni tornano in Italia e in Abruzzo. I lavori di ristrutturazione del capannone, cominciati a primavera, sono a buon punto. Pare che un gruppo di persone selezionate sia stato mandato nei mesi scorsi al Nord per corsi di aggiornamento. L’ex fabbrica di calze è stata trasformata in un laboratorio tessile per il confezionamento di giacche e cappotti in maglia del marchio Falconeri che saranno venduti in tutta Italia. «All’inizio, come ho già detto altre volte, la fabbrica darà lavoro a un numero limitato di persone, ma in prospettiva questo numero dovrebbe aumentare», dice il sindaco Chieffo. Il condizionale è d’obbligo. Tutto procede, infatti, nel massimo riserbo.
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