Via Masci, Pupillo spende 10mila euro per le toppe

23 Marzo 2017

La Provincia interviene dopo l’articolo di denuncia del Centro sulla strada Il presidente Pd perde al Tar il ricorso contro il Governo. E ora manifesta

CHIETI. Diecimila euro per sistemare il piano viario di Via Masci dal chilometro due al chilometro tre. Dopo le denunce dei residenti, che parlavano di «strade bombardate», pubblicate sul quotidiano il Centro del 21 marzo, lo stesso giorno la Provincia con procedura di somma urgenza, ha affidato i lavori alla Abruzzo Strade attraverso una determina firmata dall’ingegner Carlo Cristini.

Responsabile del procedimento è il geometra Antonio Di Valerio. Sulla questione erano intervenuti anche il consigliere Graziano Marino, chiamando in causa la Provincia quale ente proprietario della strada, e il consigliere Emiliano Vitale, con una risoluzione presentata a Pupillo nella quale chiede di intervenire sulla fondo valle Alento, «riguardo non solo le condizioni critiche del fondo viario, ma anche i livelli di sicurezza, ormai inesistenti». Nonostante i bilanci asfittici, per i quali il presidente della Provincia, Mario Pupillo, ha già presentato una denuncia cautelativa, l’ente è riuscito a reperire a tempo di record la somma necessaria alla sistemazione del tratto più danneggiato di via Masci. Il 31 marzo scade il termine per l’approvazione del bilancio preventivo e la Provincia di Chieti rischia il dissesto se il Governo non interviene adottando un decreto legge con misure in grado di associare i servizi ai cittadini. Per questo la Provincia ha aderito alla settimana della mobilitazione promossa dall’Unci, che oltre alla denuncia cautelativa alla procura e alla Corte dei conti, prevede anche una manifestazione pubblica, a piazza Montecitorio in data ancora da stabilire, la giornata dedicata al tema della messa in sicurezza, che si è svolta ieri, e la giornata per denunciare la situazione che riguarda la manutenzione e gli investimenti sulle scuole superiori, che si svolge domani all1 15.30 nella sala consiliare dell’ente. Nel frattempo, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha respinto il ricorso della Provincia a guida Pd contro il governo di centrosinistra, in particolare verso il Ministero dell’Interno e il Ministero dell’Economia, per l’annullamento del decreto del 2015 che ha disposto una riduzione generale delle spese delle pubbliche amministrazioni in tutti i settori. In particolare, i legali della Provincia contestavano la riduzione della spesa per beni e servizi, che avrebbe penalizzato «in modo ingiustificabile, errato e contraddittorio le province con maggiori funzioni delegate», situazione aggravata, a Cieti, dai vincoli imposti dal piano di riequilibrio pluriennale. Il Tar Lazio ha disatteso tutti i motivi del ricorso, in considerazione del fatto che le norme citate a non contengono «alcuna disciplina derogatoria rispetto a quegli enti che hanno adottato un piano di rientro, tra cui si annovera la provincia ricorrente».

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