Via Masci, si aggrava il ciclista

12 Aprile 2015

L’uomo caduto dalla bici giovedì scorso è in rianimazione. Il sindaco alla Provincia: subito altri lavori

CHIETI. Piena di buche e dissestata. L’incubo di via Masci non è mai finito anche se l’amministrazione provinciale, a febbraio, qualche intervento l’ha fatto. Ma i lavori hanno interessato solo una parte dell’importante arteria che collega Chieti con Pescara, con la costa e con le aree pedemontane e montane della sua provincia. E così, ogni giorno, l’asfalto corroso da ghiaccio e sale, ma soprattutto dalla scarsa manutenzione accumulata negli anni, lascia il segno. Auto e moto danneggiate dalle profonde buche e venerdì si è sfiorata la tragedia quando a prendere in pieno uno dei tanti fossi è stato un ciclista.

La rovinosa caduta proprio all’imbocco di via Masci, di fronte alla ferramenta La Rovere, tratto di strada particolarmente dissestato. In un primo momento le condizioni del ferito non sembravano gravi. Il ciclista soccorso dall’ambulanza del 118 presentava solo qualche contusione e diverse abrasioni sul corpo, ma nelle ore a seguire le sue condizioni sono peggiorate ed ora l’uomo è ricoverato nella Rianimazione del policlinico con una prognosi riservata. Un incidente «annunciato» considerate le condizioni precarie nelle quali versa via Masci. Pericolosità per la quale il sindaco Umberto Di Primio torna a chiedere interventi.

«Capisco che ci sono gravi difficoltà economiche per la Provincia» commenta il primo cittadino «ma strade adi intensa percorrenza non possono essere lasciate in quelle condizioni. Non dimentichiamo che quell’arteria collega la città con il resto della provincia, oltre che con Pescara, quindi torno a sollecitare la’esecutivo Pupillo affinché proceda alla messa in sicurezza del tratto stradale al completo». Dopo la lettera spedita dal sindaco lo scorso febbraio alla Provincia, l’Ente aveva assicurato il rifacimento dell’intero manto stradale, ma i lavori, per il momento, si sono limitati solo ad interventi di qualche chilometro con la messa in sicurezza dei punti più nevralgici.

Trascurando però l’imbocco di via Masci con l’asse attrezzato. Snodo molto trafficato e assediato da profondi avvallamenti dell’asfalto. Tratto sul quale il ciclista ha perso l’equilibrio. Una caduta rovinosa che gli ha provocato una emorragia interna. In effetti la strada, ridotta com’è, non lascia scampo a chi la percorre su due ruote. A rischiare di più però sono i cicloamatori costretti o a spostarsi al centro della carreggiata per evitare le buche , ma correndo il rischio di essere investiti dalle auto che sopraggiungono in senso contrario. Sull’argomento riportiamo l’intervento di un gruppo di ciclisti professionisti. «La strada è ridotta malissimo» dicono «ma non si può impedire ai cittadini di percorrerla. Devono essere gli stessi cicloamatori a prendere precauzioni e indossare, anche se la legge non ,o prevede, il casco protettivo. Ci auguriamo, comunque, che venga al più presto introdotta l’obbligatorietà del casco per tutti coloro che viaggiano sopra la bici».