Via Montenerodomo tra erbacce e immondizia

L’appello inascoltato dell’amministratore condominiale Beccarini che denuncia: «Nel cantiere abbandonato rifiuti infiammabili, un pericolo per le palazzine»
CHIETI. Via Montenerodomo abbandonata a se stessa con erbacce alte ormai diversi metri che minacciano pedoni e automobilisti per la ridotta visibilità in più tratti della strada. I residenti si sentono minacciati anche dalla presenza di una vasta area abbandonata colma di materiale di scarto edile. Tra residui metallici e ferrosi anche alte cataste di legno stagionato che potrebbero rappresentare l’innesco ideale di pericolosi incendi. Problemi segnalati dallo scorso giugno a Comune, vigili del fuoco e Asl, ma che nessuno ha ancora risolto. La segnalazione arriva da Pasquale Beccarini, amministratore pro tempore del condominio «Giardino delle magnolie giallo» dello Scalo. Nella prima lettera raccomandata spedita il 12 giugno alle istituzioni Beccarini descrive la situazione di disagio e pericolo dei residenti.«Via Montenerodomo, stretta di per se e a doppio senso di circolazione, rischia di essere praticamente ostruita a causa delle erbacce, canne, piante selvatiche cresciute sulla scarpata destra, imboccando la strada da via Pescara, nei pressi della chiesa di San Pio X. Non solo» aggiunge l’amministratore condominiale «poco più avanti, sulla sinistra, proprio di fronte ai civici 15/17, un triangolo di terreno di circa 500-600 mq (usato in precedenza come area di appoggio per le appena realizzate palazzine Atlante Costruzioni) risulta completamente abbandonata con scarti ferrosi, materiali ed attrezzature di costruzione, legnami di diverse taglie e fogge, il tutto sovrastato da un fitto e pesante sottobosco. L’area» a giudizio di Beccarini che si fa portavoce dei residenti «rappresenta un serio pericolo per l’incolumità degli abitanti a causa delle molteplici insidie presenti, nascoste e non. Il materiale arruginito è una minaccia per chi ci si avventura, specie per i bambini». I problemi sarebbero anche di carattere sanitario. «Un serio pericolo igienico-sanitario per gli abitanti delle palazzine che si affacciano sull'area è rappresentato da topi e serpenti che la fanno da padroni, presentandosi anche a ridosso dei portoni di ingresso del condominio» puntualizza Beccarini. Anche le cataste di legno accumulate sarebbero una minaccia da non sottovalutare «per la possibilità di incendiabilità dell'area, grazie anche al sottobosco fitto e rigoglioso, ma in essiccazione con la stagione estiva» insiste Beccarini. Un quartiere dello Scalo a rischio, ma la parola prevenzione sembra sconosciuta alle istituzioni che, a distanza di quasi 2 mesi non hanno dato alcun segnale della loro presenza. Neppure dopo la seconda lettera spedita qualche giorno fa.

