Via Petroni, scorciatoia da Far West

I residenti: l’ex strada di campagna è usata da auto e moto ad alta velocità
CHIETI. La scorciatoia a rischio. Via Francesco Saverio Petroni, seicento metri di nastro asfaltato che taglia verticalmente il declivio ad est di via Picena, croce e delizia dei residenti, tutti proprietari di villette e case rurali che sembrano edificate a sostegno dell'asperità della collina. La quiete della campagna che convive con punte di traffico non adatte alla tipologia di una strada interpoderale in qualche modo "promossa", così sostiene il comitato spontaneo dei residenti "a via dove scorazzare senza limiti da e verso il Vallone Fagnano". Chissà cosa ne penserà Francesco Saverio Petroni, insigne letterato abruzzese di Ortona dei Marsi ed intendente teatino in pieno regno di Napoli, al quale si deve il riconoscimento "provinciale" della biblioteca cittadina. A lui è stato intitolato questo quasi viottolo che mal sopporta l'incrocio di due autovetture e che, in caso di maltempo, si trasforma in un torrente di fango e detriti.
«Abbiamo inoltrato un esposto ai carabinieri», dice Andrea Barbetta, rappresentante del comitato, «la carreggiata è stretta, non più di tre metri, ma ciò non impedisce a tanti automobilisti e motociclisti indisciplinati di percorrerla a velocità elevate con evidente rischio per i pedoni, fino ad oggi ci è andata bene ma l'incidente è dietro l'angolo».
A monte di via Petroni, cioè alla confluenza delle vie Verlengia e Tomei, due stradine a sottostanti via Picena, c'è un crocevia che segnala il divieto di accesso ai camion. Ma nel complesso la segnaletica è insufficiente ad avvertire i conducenti dei pericoli oggettivi: strada sdrucciolevole e stretta, pendenza media elevata, mancanza di cunette drenanti, vegetazione invasiva con conseguente percezione degli spazi disponibili ancora più limitata rispetto a quella effettiva. «Qui», continua Barbetta, «è una continua moria di gatti e cani che vengono falciati da auto, moto e furgoni, il Comune ogni tanto manda un mezzo meccanico a tagliare l'erba ai lati della carreggiata ma ci vorrebbe una manutenzione più assidua e, soprattutto, l'istituzione di un senso unico con traffico riservato ai soli residenti». A valle di via Petroni la situazione è analoga. Nessuna efficace segnaletica né verticale, né orizzontale alla immissione nella strada vallone Fagnano, erbaccia e terriccio nella zona del presunto "stop". Chi si distrae rischia danni a cose e persone. Percorriamo via Petroni in salita. La velocità sostenibile per la sicurezza dettata dal buon senso, visto che non vi sono cartelli, sarebbe di circa 30 km h ma subito ci sorpassano due moto intente ad evoluzioni da cross. Poi incrociamo due vetture, ferma tu che fermo io, alla fine ci si riesce con gli specchietti laterali che si sfiorano. «Chiediamo attenzione», conclude Barbetta, «non siamo cittadini di serie b, chi di dovere intervenga».
Ma chi sono gli abituali fruitori di via Petroni? Oltre ai residenti, c'è il popolo degli eterni ritardatari, quelli che si infilano nella prima scorciatoia utile per guadagnare qualche secondo verso lo snodo del Tricalle per l'asse attrezzato o per l'Ospedale o, in senso inverso, per accedere con (presunto) risparmio di tempo verso lo scorrimento veloce per Francavilla e la zona di Pietragrossa. Ma una ex stradina di campagna non può diventare una strada vera e propria.
Oscar D’Angelo
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