Via Piave transennata per frana

3 Ottobre 2014

Con la pioggia rispuntano i problemi: allarme anche a Santa Giusta dove la terra continua a scivolare

LANCIANO. Parte di via Piave transennata perché il terrapieno accanto il ponte che la sovrasta si sta staccando. Le 4 cantine di altrettante abitazioni di Santa Giusta inaccessibili per i proprietari perché a rischio crollo. Altre due abitazioni a Santa Giusta monitorate dal Comune perché vicine ad un nuovo fronte frane. Con la pioggia le frane tornano a far paura. E le nove zone rosse, ad altissimo rischio idrogeologico e con smottamenti in corso, che necessitano di lavori di messa in sicurezza immediati di almeno 4 milioni di euro individuati dal Comune e inviate alla Regione attendono una risposta. «Tornano le piogge e torna la paura e la rabbia per lavori sulle frane non finiti e altri finiti ma non collaudati dopo 10 anni», afferma il presidente della sezione frentana di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra «qui a Santa Giusta viviamo un’attesa eterna. Attendiamo lavori che non si sa se finiranno mentre nel frattempo la terra continua a scivolare a valle». É passato quasi un anno dalle alluvioni del novembre 2013 che causarono altri distacchi del terreno che hanno lasciato in bilico 4 cantine. Quelle cantine, che sono tra la terraferma e il vuoto, non sono accessibili. «Le abbiamo pulite, ma sono state transennate, ci è stato vietato di avvicinarci anche perché sono ad un passo dal precipitare giù», riprende Vinciguerra «le ultime piogge hanno fatto cadere altri alberi che mantenevano un po’ il terreno. Più giù poi ci sono due case che sono monitorate dal Comune perché vicino ad un nuovo fronte frane. Mi chiedo dove sia finita la Provincia. Ci aveva assicurato che c’erano altri 80mila euro di quei 7 milioni 250mila euro investiti nel 2004 per mettere in sicurezza 27 aree sparse tra il Belvedere e Santa Giusta, il Diocleziano e Lancianovecchia. Ma nessuno è venuto a finire i lavori. Anzi, non c’è stato alcun collaudo di questi 27 cantieri ormai chiusi. A Santa Giusta ricordo che il primo muro di contenimento fatto nel 2005 ha ceduto, e se ne è costruito un secondo che però non è stato collaudato. L’Inverno è alle porte e abbiamo paura». Fronti vecchi e altri nuovi che si aprono come in piazza Garibaldi, o in via Piave. La parte finale della via è stata chiusa al traffico perché sta crollando parte del terrapieno che regge il ponte.

«La protezione civile sta mettendo in sicurezza il tratto», ha detto l’assessore ai lavori pubblici Antonio Di Naccio «deviando il corso d’acqua che dal ponte scivola nel terrapieno e ne sta causando il distacco, sistemando poi dei teli».

Teresa Di Rocco

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