Via Scaraviglia, postini spariti dal 2 gennaio

9 Gennaio 2015

Ancora disservizi allo Scalo. Esposto di Cittadinanzattiva che mette a disposizione un proprio legale

CHIETI. I postini in servizio a Chieti Scalo sembrano di nuovo spariti. A stare alle lamentele dei residenti della centrale via Scaraviglia, non si fanno vedere in zona dallo scorso 2 gennaio. Avevamo già segnalato nello scorso mese di ottobre una serie di disservizi dovuti al mancato recapito della corrispondenza in larga parte della zone centrali dello Scalo, ma si pensava che il problema, dovuto a una temporanea carenza di organico, fosse stato risolto e superato. E invece no, le poste hanno ricominciato di nuovo a funzionare a singhiozzo. Con tutto quello che ne deriva. Disagi di ogni tipo: dalle raccomandate urgenti di cui non si vede l’ombra ai bollettini da pagare arrivati già scaduti con il rischio della mora da pagare. E visto che il problema sollevato ad ottobre non era solo di qualche sparuto residente ma generale e che a nulla sono servite le lamentele dei cittadini, sia fatte via telefono che recandosi di persona nella sede centrale in via Pescara, si era mossa anche l’associazione a tutela dei consumatori “Cittadinanzattiva”. Il responsabile regionale dell’associazione, Aldo Cerulli, ha deciso di avviare un’iniziativa forte di protesta, presentando un esposto-denuncia per interruzione di pubblico servizio. La denuncia è stata presentata al Compartimento di polizia postale di via Pescara. Nell’esposto si chiede che vengano «verificate le motivazioni della constatata interruzione nella consegna della corrispondenza» e, una volta capito il perché, «ove risultasse presenza di un comportamento penalmente rilevante, eventualmente aggravato dalla continuazione, si proceda nei confronti di coloro che risulteranno responsabili dell’interruzione del servizio». Cittadinanzattiva ha anche sottolineato che c’è una sentenza della Cassazione, del giugno 2012, che ha stabilito che l’agente postale addetto al recapito che omette di consegnare ai destinatari la corrispondenza commette reato. Oltre alla denuncia l’associazione ha fatto ancora di più. Cittadinanzattiva ha messo, infatti, a disposizione, in maniera assolutamente gratuita, il proprio legale, l’avvocato Roberto Di Loreto. Può rivolgersi a lui e all’associazione chiunque avesse subito consistenti danni a causa della mancata consegna in tempo utile di lettere, fatture e pacchi e volesse rivalersi attraverso le vie legali(a.i.)

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