Via Verde dei trabocchi, ultimati i lavori

Oggi la pista ciclopedonale sarà riconsegnata alla Provincia: ecco anche la segnaletica fluorescente
LANCIANO. Viene riconsegnata in via definitiva la Via Verde della Costa dei trabocchi. Dopo l’ultimo giro di ricognizione, in programma oggi, da parte delle ditte realizzatrici, l’opera sarà consegnata al committente, la Provincia di Chieti. Un momento molto atteso visto che i 43 chilometri di pista ciclabile sono di fatto tutt’ora un cantiere, di certo il più frequentato d'Italia. L’Ati di imprese, guidata dalla Cogepri, sta finendo di dare gli ultimi ritocchi.
«Mancavano qualche arredo e piccole sistemazioni da fare», spiega l'imprenditore Paolo Primavera, «siamo dovuti intervenire per riparare danni e rotture: ad esempio erano stati staccati i rivestimenti dei bagni e in alcuni punti danneggiati dal transito di veicoli è stato necessario ripassare la resina. Il calvario di questa pista è il fatto di essere stata sempre un cantiere aperto e accessibile a tutti».
Non rientrano nel contratto i lavori per l’erosione che interessano alcuni tratti del percorso. Mentre a ridosso della consegna è stata passata la vernice fluorescente su parte della segnaletica. «È una miglioria che abbiamo offerto come ditta per il tracciamento del percorso», spiega Primavera, «è stata passata sulla linea di mezzeria della corsia ciclabile, in tutti i tratti non illuminati della pista. Ha la capacità di rimanere fluorescente per tutta la notte».
In località Saraceni, l’ingresso nord della ciclabile, sono stati poi installati pannelli in acciaio corten, alti 1,5 metri e lunghi 9, ognuno con il nome dei sette comuni attraversati dalla Via Verde. «Accogliamo con grande soddisfazione la riconsegna dell'opera», commenta il presidente della Provincia, Francesco Menna, «non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza verso ulteriori tappe che dobbiamo raggiungere come ente che ha programmato, realizzato e che gestisce la Via Verde. Mi riferisco al suo completamento, con l'erosione di Lago Dragoni e le varianti di Vasto e Casalbordino, all'acquisto delle vecchie stazioni e dei compendi ferroviari e quindi, con grande onestà, il tema della gestione della Via Verde. Ma l’obiettivo principale è stato raggiunto, ovvero quello di evitare speculazioni edilizie e cementificazione selvaggia lungo la nostra costa e realizzare un'opera riconosciuta da tutti come bene della collettività».
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