Via Verde, fine dei lavori a giugno

Resta il nodo delle gallerie. La Cna: la Provincia convochi gli operatori turistici
LANCIANO . «Via Verde pronta a giugno? Se entro gennaio la Provincia definisce gli interventi da fare nelle gallerie, possiamo rispettare questo crono-programma». È possibilista l’ingegnere Paolo Primavera della Cogepri srl, mandataria dell’Ati d’imprese che ha avuto in appalto i lavori per la ciclopedonale della Costa dei trabocchi. L’attesa è tanta per un’opera considerata la svolta turistica dell’intero Abruzzo. «È arrivato il momento di fare il punto della situazione sull’intero tratto da Francavilla a San Salvo», chiede il presidente regionale di Cna Turismo, Claudio Di Dionisio, «diventa difficile, per noi operatori del settore, pensare di programmare una stagione turistica senza chiarezza sui tempi di consegna di una infrastruttura decisiva per la promozione del nostro territorio».
Così proviamo a fare un punto sullo stato dei lavori. «Stiamo procedendo, tempo permettendo, con la resinatura sul tratto Torino di Sangro-Fossacesia», ci aggiorna il costruttore, al quale chiediamo dei problemi riscontrati con la resina. «Era testata solo sull’asfalto, dove stiamo realizzando anche la segnaletica. Sulla pavimentazione in calcestruzzo, utilizzata per i sifonamenti da mareggiate nelle zone meno stabili, abbiamo fatto delle prove per vedere la reazione: probabilmente dovremo utilizzare degli aggrappanti particolari per avere la stessa resistenza. Il livello di umidità e la salsedine compromettono la resistenza sia dei massetti in calcestruzzo che della resina. In alcuni tratti le mareggiate arrivano fin sulla pista e l’acqua di mare è la condizione peggiore che si può avere nella realizzazione di un’opera. Questo comporterà più manutenzioni da fare in futuro». Nei giorni scorsi sono stati sbarrati gli accessi alle 9 gallerie del tracciato, in attesa dei lavori. «Stiamo aspettando indicazioni da parte della Provincia», precisa Primavera, «so che hanno incaricato tecnici esterni per elaborare interventi puntuali da realizzare nelle gallerie. Il problema è evitare che ci sia il minimo distacco, anche di un mattone, e garantire la sicurezza delle migliaia di persone che vi entreranno. Potrebbero sembrare ambienti più protetti perché non a contatto con l’acqua di mare, ma l’umidità e la salsedine causano l’ossidazione dei ferri e quindi il distacco di parti di calotte in calcestruzzo».
I lavori nelle gallerie sono anche il motivo per cui il tratto verso Ortona non è stato ancora asfaltato: «L’unico accesso per i mezzi pesanti è da quel lato. Se realizzassimo quella porzione di pista, verrebbe danneggiata nel momento in cui andiamo ad intervenire nelle gallerie». Sulle polemiche il costruttore aggiunge: «A chi contesta i casotti per i servizi igienici e i parcheggi ricordo che, quando è partito il cantiere, l’ex tracciato era un ricettacolo di rifiuti. I servizi di base per chi usufruirà della Via Verde vanno garantiti lungo tutto il tracciato».

