Via Verde, finiti gli ultimi lavori 50mila presenze nei weekend

La Cogepri ha comunicato alla Provincia la conclusione delle opere: ora la fase di verifiche e collaudi La pista resta interrotta in tre punti sui quali bisognerà intervenire con ulteriori finanziamenti
LANCIANO. Opere ultimate sulla Via Verde. L'associazione temporanea di imprese, di cui Cogepri è capofila, ha comunicato la fine dei lavori al 31 maggio, dando il via alla fase delle verifiche e dei collaudi. La pista ciclopedonale resta interrotta in tre punti, sui quali la Provincia dovrà intervenire con ulteriori lavori. Ma la ciclovia della Costa dei trabocchi registra già oltre 50mila presenze nel fine settimana.
FINE LAVORIRestano i cosiddetti lavori di dettaglio, come il montaggio di arredi e portabiciclette e il rivestimento dei casotti che ospitano bagni e servizi. Ma gli interventi principali sulla Via Verde sono ultimati. Il raggruppamento di imprese che ha realizzato l'opera ha comunicato la fine dei lavori di propria competenza e ora gli uffici tecnici della Provincia, insieme agli ispettori di cantiere, stanno verificando se gli interventi sono stati eseguiti “come da progetto”. Serviranno diversi giorni per ispezioni, certificazioni e collaudi. Di fatto, però, la pista ciclopedonale resta interrotta in tre punti: per 1,4 chilometri a Lago Dragoni di Torino di Sangro per frana, a Casalbordino e per circa 3 chilometri alla zona industriale di Vasto.
NUMERILa ciclovia della Costa dei trabocchi è lunga 42 chilometri e attraversa sette comuni. Lungo il tracciato ci sono 9 gallerie, sorvegliate da 36 telecamere ad alta risoluzione. Sono stati installati, inoltre, 230 pali della luce e 130 panchine. «Sono stati illuminati tutti gli accessi alla Via Verde», spiega Paolo Primavera, titolare della Cogepri, «stiamo finendo inoltre di sistemare i 7 casotti con il montaggio degli infissi e la copertura con listelli legno». Lavori che interessano anche il “cubo” in cemento lato mare a Fossacesia, per il quale la Sovrintendenza, su sollecitazione del Comune, aveva chiesto la demolizione. «Oltre ai servizi igienici, compresi quelli per i disabili», precisa Primavera, «i casotti prevedono un locale-officina per la manutenzione delle bici e un piccolo bar di servizio per l'utenza della Via Verde. Chi gestirà il casotto, per prima cosa, terrà puliti i bagni». Dieci chilometri orari, infine, è il limite di velocità per bici e monopattini. «C'è ancora molta inciviltà in chi frequenta la pista», afferma Primavera, «ma la ciclopedonale è un percorso di passeggio, frequentato da famiglie e bambini».
EX STAZIONIContinua la trattativa con Ferrovie dello Stato per l'acquisizione delle quattro ex stazioni e delle aree dismesse residuali. «Speriamo di concludere entro l'anno», auspica il presidente della Provincia, Francesco Menna, «la Provincia le acquisterà e ne farà un uso compatibile con la vocazione turistica, ricettiva, ambientale e sostenibile del nostro territorio, coordinandosi con i Comuni in cui ricadono le vecchie stazioni». Secondo Menna per completare la Via Verde, però, «mancano il Parco della Costa teatina, che è stato affossato, e finanziamenti regionali e statali per fare fogne e raccolta delle acque piovane. L'obiettivo iniziale, quello di non fare speculazione edilizia sulla costa, è stato raggiunto, dopo anni di battaglie, denunce, ricorsi, ingiurie e illazioni subite. Oggi, grazie alla visione lungimirante di una comunità politica di sinistra, la Via Verde è un bene collettivo riconosciuto da tutti. Le carenze si affrontano e si risolvono. Ma è stato realizzato quanto di più bello si poteva fare. Se si farà il Parco della Costa teatina e se ministero e Regione metteranno soldi su crisi idrica e fogne», conclude, «quest'opera attirerà ancora più gente».
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