Via Verde, preoccupate le società ciclistiche

14 Novembre 2018

Vasto. Sette associazioni sportive chiedono alla Provincia notizie sul lavori per la ciclopedonale

VASTO. Chiedono aggiornamenti sullo stato dei lavori della Via Verde e sulla tempistica, non senza esprimere preoccupazioni per i ritardi che stanno accompagnando la realizzazione dell’importante opera pubblica. Sette associazioni sportive hanno inviato una lettera al presidente della Provincia, Mario Pupillo per chiedere aggiornamenti sulla pista ciclopedonale di 42 chilometri che si svilupperà lungo l’ex tracciato ferroviario.
Lo stato dei lavori preoccupa non poco i rappresentanti di Vastese Inn Bike, Team Audax Vasto, Vasto Ciclabile, Asd Velo Club Ortona, Asd ciclistica Valle Trigno, Asd Abruzzo in Bike e il Ciclo Club Vasto. Il loro timore è che il tratto più a sud compreso fra Fossacesia, Vasto e Casalbordino non venga completato entro la prossima stagione primaverile. «È noto che su vari tratti dei 42 km del percorso ciclopedonale in questione, che cambierà il volto del litorale chietino, sono in atto da mesi i necessari lavori di adeguamento all'uso», scrivono i rappresentanti delle associazioni sportive, «in particolare, di recente, tecnici della ditta appaltatrice ed amministratori locali hanno dichiarato che i lavori procedono a ritmo serrato e che alcuni segmenti della Via Verde, in particolare tra Ortona e Fossacesia, potrebbero essere pronti già per la primavera del 2019. Avendo invece notato, in modo particolare più a sud, ritardi di inizio lavori e lentezze operative, un po' preoccupati per questo, chiediamo notizie certe in merito ed in particolare aggiornamenti sullo stato dei lavori del tratto più meridionale di tale opera (Fossacesia-Casalbordino-Vasto), con i suoi prevedibili tempi di realizzazione».
E che ci siano stati ritardi nella parte vastese sono stati proprio i tecnici della Provincia a confermarlo nelle scorse settimane. Insomma, alla fretta di allestire il cantiere a Vasto Marina, sottraendo all’utilizzo più di cento posti auto durante tutta l’estate, non ha fatto da contraltare un tempestivo avvio degli interventi. La speranza di tanti ciclisti e appassionati di bicicletta è che questa importante opera pubblica, che rappresenta una grande opportunità di mobilità eco-sostenibile, possa essere pronta per la prossima stagione estiva, ma soprattutto che non resti una cattedrale nel deserto: la pista ciclabile ha infatti bisogno di una serie di infrastrutture intorno alle quali far decollare il cicloturismo. (a.b.)
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