Via Verde, scatta la diffida «No a chioschi e bancarelle»

9 Dicembre 2020

Tre associazioni attaccano la Provincia: «Il nuovo regolamento va subito fermato La Costa dei trabocchi rischia di essere trasformata in un mercato ambulante»

LANCIANO . Una diffida alla Provincia per fermare il regolamento che rischia di «trasformare la Via Verde della Costa dei trabocchi nella via delle bancarelle». Arci provinciale, Stazione ornitologica abruzzese (Soa) e Forum H2O prendono posizione «contro il tentativo di introdurre norme e codicilli che consentono l’occupazione temporanea o permanente di tutte le aree contigue alla pista ciclabile in costruzione». Le tre associazioni hanno inviato una diffida all’ente per bloccare l’iter di approvazione del regolamento, chiedendo che sia obbligatoria la destinazione a verde di tutte le aree. Si allarga così il fronte dei contrari alla bozza di documento elaborata dall’amministrazione provinciale per la gestione e l’utilizzo delle aree residuali non impegnate dalla realizzazione della pista ciclopedonale. Già nei giorni scorsi sette associazioni ambientaliste vastesi e il Wwf hanno espresso le loro perplessità, chiedendo di sospendere l’iter approvativo e di aprire una fase di confronto per salvaguardare la bellezza della Costa dei trabocchi. La volontà della Provincia di Chieti, invece, è quella di approvare entro dicembre il piano, la cui bozza è stata inviata per le osservazioni ai Comuni in cui le aree ricadono (Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto).
Il regolamento distingue cinque categorie: aree disponibili localizzate a fronte o al lato delle proprietà di operatori privati e attività economiche esistenti; aree limitrofe ai trabocchi esistenti; aree oggetto di accordi tra amministrazioni pubbliche; altre aree disponibili per servizi; aree non disponibili. Il prossimo incontro tra Provincia e Comuni è previsto a metà mese. «Se venisse approvato questo regolamento», sostengono Massimo Pellegrini (Soa), Nicola Salvatorelli (Arci) e Augusto De Sanctis (Forum H2O), «praticamente si consentirebbe un’occupazione diffusa e capillare, con strade, chioschi, chioschetti, bancarelle e chi ne ha più ne metta lungo tutto il tracciato. Un’operazione miope che, trasformando la ciclabile in un mercato ambulante di 40 chilometri, stride con la valenza internazionale del più importante progetto turistico della nostra regione». Secondo le associazioni «l’iniziativa si pone in palese contrasto con le norme della legge regionale 5 del 2007, che destinano a verde l’intero sedime dell’ex tracciato ferroviario e prevedono un preciso iter per l’approvazione di un programma di tutela e utilizzo delle aree. Inoltre il procedimento attivato dalla Provincia è, a parere nostro, illegittimo anche per la mancanza di procedure partecipative e valutative pubbliche».
Le associazioni auspicano che la Provincia faccia marcia indietro rispetto a questa «fuga in avanti che però evidenzia una concezione degli spazi pubblici e dell’evoluzione turistica dell’area ben poco lungimirante e preoccupante. Serve un salto di qualità», concludono le associazioni, «che vada oltre gli orticelli e gli egoismi locali, altrimenti questo progetto rischia di essere un fallimento».