Via Verde, sei sodalizi protestano «Il regolamento aiuta i privati»

24 Novembre 2020

Vasto. Allarme contro il documento per l’utilizzo delle aree da destinare a servizi, parcheggi e attività  «Così il territorio costiero verrebbe sottratto alla collettività e trasformato a vantaggio di pochi»

VASTO. Lanciano l’allarme sul regolamento di gestione della Via Verde, rimarcando che, se dovesse essere approvato, «trasformerebbe completamente il territorio costiero ad esclusivo vantaggio di pochi privati, sottraendo alla collettività uno dei tratti più belli ed ecologicamente rilevanti dell'intera fascia adriatica». I responsabili di Forum civico ecologista, Nicholas Tomeo; Italia Nostra del Vastese, Davide Aquilano; Arci, Lino Salvatorelli; Cai, Luigi Cinquina; Gruppo Fratino, Stefano Taglioli e Club per l’Unesco di Vasto, Bianca Campli, insorgono contro il documento predisposto dalla Provincia per l’utilizzo delle aree sull’ex tracciato ferroviario da destinare a servizi, parcheggi o da concedere ai proprietari di attività commerciali. «A solo titolo esemplificativo vogliamo fare riferimento a quelle previsioni che concederebbero superfici ai privati e agli operatori economici, anche in via permanente, per la realizzazione di impianti sportivi all'aria aperta, aree di sosta, ombreggi stagionali ed aree attrezzate», sottolineano le sei associazioni, «oppure quell'evidente regalo ai gestori dei trabocchi che darebbe loro la possibilità di realizzare aree di sosta (anche di 500 metri quadrati), aree attrezzate, ombreggi stagionali, aree di svago e strutture all'aperto, anche lungo il lato mare della Via Verde, ed anche in comodato d'uso gratuito. Con l'eventuale approvazione del suddetto regolamento, questo meraviglioso tratto costiero verrebbe completamente trasformato, perdendo per sempre quella sua caratteristica peculiare conosciuta ormai in tutta Italia. Insomma, uno scempio ambientale, ecologico, paesaggistico e urbanistico».
Nel ritenere tali previsioni «inaccettabili», Forum, Italia Nostra del Vastese, Arci, Cai, Gruppo Fratino e Club per l’Unesco ricordano che «le aree interessate al regolamento di gestione della Via Verde sono sottoposte a vincolo: la legge regionale n. 5 del 2007, che ha istituito il sistema delle aree protette della Costa Teatina, stabilisce che lungo il tratto litoraneo tra Ortona e Vasto, sulle aree dismesse del tracciato delle Ferrovie dello Stato, è preclusa ogni attività di trasformazione del suolo diversa dalla destinazione a verde».
Nel ricordare che ogni intervento urbanistico sulle zone interessate dal sistema delle aree protette della Costa Teatina deve essere preceduto dal piano di assetto naturalistico (Pan), «obbligatorio e vincolante», le associazioni manifestano la loro «profonda contrarietà alla bozza di regolamento di gestione della Via Verde così com'è, in quanto non possiamo avallare progetti urbanistici che trasformerebbero la costa dei trabocchi. Anzi, cogliamo l'occasione per chiedere alle amministrazioni comunali e a tutti gli altri enti competenti, compresa la Regione Abruzzo, che si adoperino per dotare del Pan l’area protetta della Costa dei Trabocchi».
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