Viabilità in città, ecco come cambia E Piedibus resta

LANCIANO. Il blocco delle lezioni ha fermato anche il servizio del Piedibus, il “mezzo di trasporto” a piedi per accompagnare gli alunni da casa a scuola. Fino al 4 marzo, alla vigilia della...
LANCIANO. Il blocco delle lezioni ha fermato anche il servizio del Piedibus, il “mezzo di trasporto” a piedi per accompagnare gli alunni da casa a scuola. Fino al 4 marzo, alla vigilia della sospensione delle attività didattiche, il Piedibus ha registrato 7.455 presenze di bambine, bambini e ragazzi e 1.497 di accompagnatori, segno di una grande voglia di partecipazione dei più piccoli.
Le misure di protezione individuale, che potrebbero essere necessarie anche alla riapertura delle scuole, pongono alcuni interrogativi sul futuro del servizio, come anche su tutto il sistema della mobilità urbana. «Il trasporto pubblico urbano subirà tante modifiche legate prima di tutto agli spazi», dice l’assessore alla mobilità Francesca Caporale, «la capienza sugli autobus non potrà essere la stessa, ma la stessa viabilità subirà modifiche legate al fatto che ci saranno più spostamenti privati e meno collettivi. Dal canto nostro il progetto di installazione di paline e pensiline alle fermate degli autobus va avanti, l’idea resta quella di incentivare il trasporto pubblico». Gli ultimi dati Istat, riferiti al 2018, registravano a Lanciano più di 24mila macchine su 35mila abitanti, con un tasso di motorizzazione di 691 automobili ogni mille abitanti (la media nazionale è 645). «Questa emergenza», dice Franco Mastrangelo di Lavenum (Lanciano verso la nuova mobilità), «ci sta facendo capire che si era andati oltre i limiti – basta vedere come la natura si riprende i suoi spazi – ma ci dà anche l’occasione per dare una spinta ulteriore alla mobilità sostenibile. Da questo periodo si può uscire migliori o peggiori, ma di certo non si può rimanere uguali. Il Piedibus tornerà, è questo il nostro impegno. Ma abbiamo l’occasione per ripensare tanti aspetti, a partire dalla differenziazione di orari di ingresso tra scuole e uffici, a cui si poteva pensare anche prima».
Bici e piste ciclabili sono indicate da più parti come soluzioni ideali contro il rischio contagio. «Bisogna pensare a incentivare la ciclabilità», sollecita Mastrangelo, «a creare maggiori spazi per girare in sicurezza. Va completata, ad esempio, la pista ciclabile di via Del Mare, collegandola ai punti di interesse cittadini, come pure va collegato al centro l’anello del quartiere Santa Rita, chiedendo alla Sangritana il permesso di utilizzare l’ex tracciato ferroviario, senza smantellare le rotaie».
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