Viaggio in vela sulle rotte degli immigrati

Lancianese nel Mediterraneo “mare di vita” per raccontare l’incontro con due mondi diversi
LANCIANO. Un viaggio in barca a vela attraverso il Mediterraneo per raccontare l’incontro tra due mondi diversi. C’è anche un lancianese nel progetto “Integrazione clandestina”. Pietro Boccongella, 30 anni, laureato in Storia ed educatore, è stato scelto tra circa 200 candidati, per far parte dell’equipaggio di “Pacchia”, la barca salpata lo scorso 19 giugno da Siviglia, in Spagna, e che arriverà a fine agosto in Sardegna. Un viaggio sulle stesse rotte percorse dagli immigrati, ma che vuole raccontare un Mediterraneo diverso, fonte di vita e non di morte. A spingere Pietro in questa avventura sono stati i 629 “mi piace” totalizzati dalla sua foto in una competizione su Facebook per accedere alla selezione vera e propria.
In questi giorni l’equipaggio è giunto in Algeria, in Nord Africa; le prossime tappe saranno Marocco e Tunisia prima di rientrare in Italia, il 29 agosto, a Cabras. «Sono un lancianese scelto tra centinaia di candidati», si presenta Pietro, «e alcune associazioni locali come l’Altritalia di Lanciano, l’Arci di Fossacesia e la ong Identities di Chieti hanno contribuito economicamente a rendere effettivo questo progetto, totalmente autofinanziato tramite il crowdfunding».
Insieme a lui viaggiano Gabriele, educatore e coordinatore del progetto, ed Eduardo, antropologo inviato dall’Università di Siviglia per portare avanti una ricerca etnografica sul processo di interazione che sta avvenendo sulla barca. «L’intento è realizzare un prodotto artistico, a più mani, un libro illustrato molto probabilmente, che possa raccontare questo incontro di esser umani provenienti dalle due sponde opposte del Mediterraneo», spiega Boccongella, «l’obiettivo è promuovere l'idea di un “Mare Nostrum” che è di tutti e quindi è simbolo di unione tra le terre che lo racchiudono e di dialogo e conoscenza. Sperimenteremo cosa succederà tra noi e in noi, in condizioni difficili e lontani dal rumore e dalle distrazioni della quotidianità. Nei nostri approdi, inoltre, incontreremo rappresentanti di associazioni, come ambasciatori locali di questo viaggio. Sono molto contento di far parte di questo progetto», conclude il giovane frentano, «che mira a promuovere l’intercultura, a dimostrare che questo mare può essere navigato anche al contrario, perché fonte di vita, di arte e non di morte».
Stefania Sorge
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