«Vide la madre morire uccisa dal papà»

27 Luglio 2015

Una triste e drammatica storia familiare dietro la tragedia della 14enne: da quel giorno dell’omicidio non si era ripresa

SAN SALVO. Hanno chiesto riserbo e rispetto per quella creatura che ha sofferto per tutta la vita.

E’ l'estremo tentativo della famiglia adottiva della ragazzina precipitata da un balcone al quarto piano del lungomare Andrea Doria di proteggere quell'adolescente contro cui il destino si è accanito. Una vita brevissima durata solo 14 anni, segnata prima dall'abbandono in un istituto, poi dalla morte violenta della madre adottiva. Aveva solo sette anni quando, la sera del 15 ottobre 2008, il padre adottivo, A.S., bancario di 60 anni, uccise la moglie appena rientrata a casa con due colpi di fucile. L'immagine della madre morente non l'ha più abbandonata.

«E' morta anche lei con la madre», dice un conoscente.

L'OMICIDIO. «Ho ucciso mia moglie, venite a prendermi ma accudite i miei figli». Si era raccomandato A.S. con i carabinieri subito dopo aver ucciso la moglie. Facile immaginare la reazione dell'uomo due giorni fa quando ha saputo della morte della ragazzina in una cella del carcere in cui sta scontando la pena definitiva di 18 anni per omicidio (in primo grado era stato condannato a 20 anni) sancita dalla Cassazione. All'epoca dei fatti l'uxoricida aveva 60 anni, ora ne ha 67. Fu lui a chiamare i carabinieri e a costituirsi. L'uxoricidio avvenne nella villetta della coppia qualche minuto prima della mezzanotte. Il movente dell'omicidio sarebbe stato legato alla volontà della donna di separarsi dal marito. La mattina dopo era in programma un incontro della coppia con un legale per definire alcuni particolari della separazione.

La sera del delitto M.D.B. era uscita con delle amiche ed era tornata intorno alle 23,50. Dopo pochi minuti si era accesa la discussione con il marito. L'uomo aveva imbracciato un fucile da caccia ed aveva sparato due colpi che raggiunsero la moglie al petto, uccidendola.

LA REAZIONE DELLA BAMBINA . La piccola, secondo i giornali che all'epoca si occuparono della vicenda, non avrebbe assistito direttamente alla scena, ma era nella stanza accanto con il fratello di 20 anni anche lui adottato. E' corsa ad abbracciare la mamma morente. Per giorni dopo il delitto non parlò.

Per la bambina fu un trauma gravissimo. Alla luce di quanto accaduto, un trauma insuperabile. L'inchiesta venne coordinata dal sostituto procuratore Rossana Venditti. Il padre finì a giudizio anche per aver lasciato senza assistenza i figli. Ma da questa seconda accusa venne assolto.

L'INIZIO DELLA FINE. I medici che si sono presi cura della bambina sono sicuri che la piccola morì la sera del 15 ottobre 2008. In quel momento e dal quel momento cercò di raggiungere la madre. L'amore dei familiari della madre che l'avevano riadottata non è riuscito a farle superare il trauma. Le cose sono precipitate con la morte del fratello a cui la ragazzina era molto attaccata. Chi l'ha conosciuta la descrive come una creatura dolcissima ma indurita da una serie interminabile di eventi che hanno tolto in lei la voglia di vivere.

LE INDAGINI. I carabinieri accorsi a San Salvo dopo la caduta dal balcone non si pronunciano. Ma sono in tanti a pensare che sia stato un gesto voluto e non accidentale. La procura vastese, coordinata dal magistrato Giampiero Di Florio, ha riconsegnato subito la salma alla famiglia adottiva. Il feretro è stato riportato a Campobasso e già sabato la famiglia ha provveduto al celebrare i funerali.

Paola Calvano