Videocitofono, porte chiuse e vigilanza Le misure per proteggere i Servizi sociali

VASTO. Porte chiuse, un videocitofono attraverso il quale controllare chi chiede di entrare e una guardia giurata che vigili sulla sicurezza degli operatori. Sono le iniziative che il sindaco...
VASTO. Porte chiuse, un videocitofono attraverso il quale controllare chi chiede di entrare e una guardia giurata che vigili sulla sicurezza degli operatori. Sono le iniziative che il sindaco Francesco Menna e l’assessore al Sociale Lina Marchesani hanno annunciato ieri ai dipendenti della cooperativa che gestisce i servizi sociali del Comune. Nel corso dell’incontro il primo cittadino si è impegnato a rendere più sicura la sede dei Servizi sociali entro una ventina di giorni. I provvedimenti si sono resi necessari dopo lo spiacevole episodio avvenuto una settimana fa nei locali dell’assessorato, quando un utente ha lanciato una bottiglia di salsa di pomodoro contro un’assistente sociale (nella foto). Quel gesto, però, è solo la punta dell’iceberg. Ogni giorno negli uffici del Sociale si registrano intemperanze ed è difficile lavorare bene se il clima non è sereno. Da tempo gli operatori invocano una sede più sicura e meno periferica. Quello del sociale è un terreno minato. Il sindaco Menna e l’assessore Marchesani riconoscono il diritto degli assistenti sociali di poter operare serenamente. «Stiamo cercando soluzioni. Nessuno deve più poter commettere azioni violente negli uffici del Comune. Da parte mia, e anche dell’assessore Marchesani, c’è il massimo impegno in tal senso», è il pensiero del primo cittadino che ha assistito personalmente a un altro episodio di intemperanza. (p.c.)

