Videosorveglianza, chiesti i fondi
La giunta Bozzelli presenta un piano e partecipa al bando nazionale
SAN VITO CHIETINO. C’è un bando nazionale a cui attingere i fondi per installare il sistema di videosorveglianza e l’amministrazione Bozzelli si è attivata per ottenerli. Ha ripreso il progetto della vecchia amministrazione Catenaro – che non era stato finanziato ma nemmeno cestinato – per rivederlo perché ci sarebbe una collocazione non bilanciata delle telecamere. Molte sono in paese e 7 addirittura a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra, mentre 4 sono alla Marina e 3 a Sant’Apollinare. Vanno modificate, dando priorità ad alcuni punti strategici. Il progetto il sindaco poi lo invia al prefetto per il via libera e perché è il rappresentante del governo che deve richiedere i fondi, entro il 9 maggio 2018, da mettere in bilancio. Una delle richieste di cittadini e opposizioni, cioè di collocare le telecamere, è presa in carico dal sindaco, consapevole però che da sole non risolvono il problema.
«Sappiamo che la videosorveglianza non è sufficiente a eliminare ogni rischio di azioni criminose», dicono Luigi Comini e Gabriele Nardone, responsabili di Fratelli d’Italia San Vito Chietino, «ma sono un deterrente e un efficace supporto alle indagini, anche per scovare i responsabili di reati minori e danni al patrimonio. Chiediamo anche al sindaco di richiedere immediatamente al prefetto la convocazione del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico per concordare in quella sede, assieme alle forze dell’ordine, iniziative che aumentino la vigilanza nel nostro territorio e prevengano ulteriori episodi delittuosi. Il sindaco poi deve predisporre, in accordo con la prefettura, i “Patti per la sicurezza urbana” per prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria attraverso servizi e interventi di prossimità e altre iniziative adottabili in collaborazione con gli altri enti preposti». (t.d.r.)
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