Vietati i locali della movida a 16 violenti

I Daspo Willy sono più che raddoppiati rispetto allo scorso anno, ecco tutte le misure di prevenzione adottate nel 2022
CHIETI. Chiamarla malamovida è riduttivo, perché quelli che macchiano le notti teatine sono spesso veri e propri criminali, capaci di aggressioni violente che sfociano in maxi risse e ricoveri in ospedale. Ma c’è uno “strumento”, nelle mani del questore Francesco De Cicco, che sta portando risultati significativi nel contrasto alle pericolose degenerazioni del divertimento serale e notturno: è il Daspo Willy, il divieto di accesso e di stazionamento nei pressi dei locali, che prende il nome dal giovane cuoco di origine capoverdiana ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020. Quest’anno i provvedimenti sono già più che raddoppiati rispetto al 2021, passando da 7 a 16. E mancano ancora oltre due mesi per avere il dato definitivo. A tracciare il punto sull’attività portata avanti dalla Divisione polizia anticrimine di Chieti è il nuovo dirigente Katia Basilico.
LE MISURE DI PREVENZIONE
Il Daspo Willy è solo una delle misure di prevenzione che può adottare il questore, nel suo ruolo di autorità provinciale di pubblica sicurezza. «Nel 2017», spiega il primo dirigente Basilico, «a livello ministeriale è stato istituito il Servizio centrale anticrimine, responsabile dello sviluppo di tutte le misure di prevenzione e dell’analisi strategica dei fenomeni criminali, compresi quelli che riguardano le vittime vulnerabili. Il Servizio centrale è referente per tutte le Divisioni anticrimine del territorio nazionale per il supporto all’azione preventiva tipica del questore, che si esplica sia attraverso l’intervento sulla pericolosità sociale dei soggetti, sia con l’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti».
I NUMERI
C’è stato un boom anche per quanto riguarda il Daspo “classico”, ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive: nel 2021 erano stati un paio, mentre quest’anno sono già 20. E ancora: sono finora 7 gli ammonimenti per casi di stalking e 45 i fogli di via obbligatori nei confronti di persone socialmente pericolose. Gli avvisi orali semplici hanno raggiunto quota 44, mentre sono 8 quelli con prescrizione, come il divieto dell’uso del cellulare: si tratta di una sorta di cartellino giallo con il quale il questore invita il destinatario a cambiare atteggiamento avvertendolo che, se dovesse continuare a rendersi protagonista di azioni illegali, potrebbe essere raggiunto da provvedimenti più pesanti. È scattata anche una misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, disposta dal tribunale su proposta del questore.
GLI OBIETTIVI
«Le Divisioni anticrimine», riassume Basilico, «sono le orecchie e gli occhi dei questori sui territori, perché raccolgono le segnalazioni che arrivano anche dalle altre forze di polizia e istruiscono le pratiche per l’emissione di misure adeguate. Parliamo di provvedimenti che consentono di prevenire situazioni di pericolo per la collettività, adottati non per meri sospetti ma sulla base di elementi concreti, come reati commessi in precedenza o cattive frequentazioni. Nella nostra provincia l’attività portata avanti finora è stata importante: il mio impegno è di implementare ulteriormente le misure di prevenzione, ove necessario, valutando anche le proposte delle altre forze dell’ordine, con le quali la collaborazione è massima».

