«Vietato alle auto avvicinarsi al fiume»

4 Marzo 2018

Mafalda. Verifiche delle forze dell’ordine nella zona del Trigno in cui i 4 sono rimasti intrappolati: potrebbe essere area Sic

MAFALDA (Campobasso). Stanno bene e hanno recuperato le forze dopo essere stati salvati sabato sera dai vigili del fuoco. Ventiquattr’ore dopo la disavventura a lieto fine per i 4 automobilisti che sabato hanno rischiato di annegare mentre guadavano il Trigno con il fuoristrada, sono in tanti a tirare un sospiro di sollievo. Grazie ai vigili del fuoco, ma anche alla protezione civile, agli operatori del 118 e ai carabinieri i 4 sono salvi. Per qualche ora si è temuto il peggio. E ora non è escluso che debbano pagare una sanzione per la loro scelta azzardata. Le forze dell’ordine stanno verificando se nella zona in cui l’auto è entrata nel fiume vi siano dei divieti. Non solo. Il fiume Trigno ha grande importanza comunitaria. Il medio e basso corso del fiume è area Sic. Il sito di importanza comunitaria IT7140127 interessa sicuramente il corso del fiume in provincia di Chieti, nel tratto compreso tra Celenza sul Trigno a San Salvo. Si tratta di un’area molto rilevante dal punto di vista naturalistico che ha bisogno, perciò, di forme di tutela ambientale che allo stato sono completamente assenti. L’alveo fluviale del Trigno è caratterizzato da ampi greti di lastre e rocce calcaree. Il sito, per le sue caratteristiche ecologiche, viene attribuito alla “Regione biogeografica mediterranea”. Diversi gli incontri e i seminari fatti sull'argomento per rimarcare la preziosità anche della flora e della fauna del fiume che segna il confine con il Molise.
Il punto in cui i quattro sono stati raggiunti dai vigili del fuoco e portati in salvo è a Mafalda, comune del Molise. Ma la sponda opposta è in territorio di Dogliola, che rientra nell’area Sic . Il conducente del fuoristrada potrebbe rischiare anche un’ammenda per danni a un’area protetta. Per trarre in salvo il quartetto sono stati impiegati 5 automezzi, un gommone, un trattore e diverse ambulanze. I soccorritori sono arrivati da tutto il territorio ma anche da Termoli e Campobosso. La vicenda ha riacceso le polemiche sull'assenza di dispositivi che impediscano l’attraversamento del letto del fiume. Un problema sollevato già due anni fa dopo il salvataggio di due giovani. «Se ci fossero dei cartelli e dei paletti che vietano espressamente il guado, specificando anche la pericolosità del fiume, forse gli automobilisti sarebbero più prudenti e non metterebbero a rischio la loro vita e quella dei soccorritori», affermano alcuni agricoltori della zona.
Se solo i soccorsi fossero arrivati con qualche minuto di ritardo sabato sera, la corrente e il raddoppiato livello del fiume avrebbero travolto il fuoristrada. Da scudo alla vettura hanno fatto le rocce del fiume. Da parte delle forze dell’ordine arriva quindi il rinnovato invito alla massima prudenza evitando, soprattutto in occasioni di avverse condizioni meteo di avventurarsi in situazioni rischiose. (p.c.)
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