“Vigile atipico” assolto in appello

Di Corinto era stato assunto dall’ex sindaco Paolini, il reato è stato prescritto
LANCIANO. E' stato assolto dalla Corte di Appello dell'Aquila per intervenuta prescrizione, dopo otto anni di odissea giudiziaria, Luciano Di Corinto, il dipendente comunale promosso a vigile urbano dall’ex primo cittadino Filippo Paolini, senza aver superato l’esame da agente.
L’inchiesta sul “vigile atipico” fu avviata nel settembre 2009, ma i fatti contestati risalgono al novembre 2008 quando Paolini, in qualità di sindaco, avrebbe attribuito a Di Corinto funzioni di servizi di polizia stradale senza che questi avesse superato l’esame finale. L’accusa di concorso in falso era invece relativa a un decreto firmato da Paolini in cui l'ex primo cittadino avrebbe attestato che l’uomo aveva i requisiti e poteva svolgere la funzione di agente.
Di Corinto era stato quindi accusato di falso ideologico in atti pubblici in concorso e abuso d'ufficio. In sede di udienza preliminare, nel 2012, il “vigile atipico” era stato prosciolto dall’accusa di concorso in falsità ideologica in atti pubblici e rinviato a giudizio per concorso in abuso assieme all’ex sindaco Paolini (Di Corinto fu condannato a otto mesi di reclusione ed il Paolini a 1 anno e 4 mesi). Accusa dalla quale tuttavia il dipendente, che oggi svolge regolarmente il suo lavoro a Palazzo di Città, era stato assolto in appello, mentre per l'ex primo cittadino era arrivata la condanna in Cassazione solo per il reato di falso ideologico.
A dare un'ulteriore svolta alla vicenda è stata però la Procura di Lanciano che ha impugnato in Cassazione il non luogo a procedere emesso per il reato di falso ideologico del Di Corinto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rimettendo il tutto nuovamente davanti al Tribunale di Lanciano per il solo reato di falso. Finita questa fase, Di Corinto è dovuto tornare nuovamente innanzi al Tribunale penale di Lanciano per rispondere del reato di concorso in falso ideologico. Il Giudice del primo grado, con sentenza emessa l'8 luglio 2014 condannò Di Corinto a un anno di reclusione, pena sospesa. L'ultimo atto della vicenda si è svolto all'Aquila lo scorso 30 settembre.
«Di Corinto è stato assolto per prescrizione» commenta il suo avvocato, Errico Sacco «ma in tutti questi anni non si è riuscito a dimostrare nulla rispetto ai suoi capi di imputazione, non si è raggiunta nessuna prova della sua colpevolezza e, cosa più grave, in tutto questo tempo non si è mai presunta la sua innocenza». Resta, oltre all'amarezza dell'imputato che ha accolto l'assoluzione tra lacrime di commozione, il problema delle multe da lui emesse in funzione dell'incarico attribuitogli: molte sono state annullate dal Giudice di Pace, perchè mancava l'attribuzione regolare, ma ora sono valide? (d.d.l)

