Vigile sospeso, si ammala e torna in servizio

23 Gennaio 2022

Riammesso un agente della Municipale: tre giorni dopo lo stop, ha dimostrato di essersi contagiato

CHIETI. È stato scoperto senza Green pass sul posto di lavoro, è stato sospeso, ha poi contratto il Covid ed è potuto rientrare in servizio. Il tutto nel giro di quattro giorni. È successo non a un persona qualunque ma a un vigile urbano del comando della polizia locale teatina, una persona cioè che per lavoro ha anche il compito di controllare il possesso del Green pass altrui. Non è il primo caso di vigili urbani senza Green pass a lavoro nel comando di polizia municipale teatina. Lo scorso 7 gennaio il vice comandante della polizia locale Fabio Primiterra (assente per infortunio la comandante Donatella Di Giovanni), è stato costretto a sospendere quattro vigili urbani trovati senza vaccino e dunque senza Green pass. Una decisione presa a malincuore insieme al sindaco Diego Ferrara, già molto preoccupato per le gravi carenze d’organico del corpo di polizia municipale.
Tra i quattro agenti sospesi il 7 gennaio c’era proprio il vigile urbano che dal giorno successivo, l’8 gennaio, non avrebbe più dovuto lavorare e che due giorni dopo, il 10 gennaio, ha scoperto di aver contratto il Covid e ha subito portato al comando della polizia municipale la documentazione che lo accertava. E dunque tre giorni dopo la sospensione è arrivata la revoca del provvedimento e l’agente è tornato in servizio. Ovviamente non in servizio attivo, ma in malattia, visto che prima di poter tornare a svolgere il proprio incarico deve dimostrare di non essere più infetto e di essere guarito dal virus. Per i vigili urbani, così come per tutto il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, le nuove norme sull’obbligo vaccinale sono scattate dallo scorso 15 dicembre. In tanti dunque si sono dovuti adeguare e anche nell’arco di pochi giorni. Secondo la normativa, chi non è stato vaccinato va incontro a una immediata sospensione dal lavoro fino a quando non dimostrerà di essersi vaccinato con la prima dose. Il tutto senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Se però la persona in questione dovesse contrarre il Covid, è come se si venisse a trovare nella stessa condizione di chi ha fatto la prima dose di vaccino e dunque può rientrare subito al lavoro. E quindi per il vigile urbano teatino a tre giorni dall’inizio della sospensione è scattata la revoca del provvedimento. (a.i.)