Vigile urbano condannato per ingiurie e tentate percosse

CASOLI. Assolto per il falso ideologico, ma condannato per ingiuria e tentate percosse a 500 euro di multa, al risarcimento danni per altri 500euro, al pagamento delle spese processuali e al rimborso...
CASOLI. Assolto per il falso ideologico, ma condannato per ingiuria e tentate percosse a 500 euro di multa, al risarcimento danni per altri 500euro, al pagamento delle spese processuali e al rimborso delle spese legali. Si è concluso così il processo a carico di Florinto Travaglini, 59 anni, vigile urbano brigadiere di Casoli, giudicato ieri dal tribunale di Lanciano.
Il pubblico ufficiale era stato trascinato in tribunale da una donna del suo paese, M.D.A., al quale aveva fatto una multa per divieto di sosta il 13 giugno 2012 e dalla quale era seguito un diverbio in strada.
Secondo le accuse, sostenute in aula dal pm Gina Petaccia, il vigile avrebbe annotato sul verbale dell’infrazione al codice della strada l’impossibilità della contestazione immediata della multa per assenza del trasgressore - la donna in questione - quando questa, invece era arrivata sul posto e aveva anche chiesto di verbalizzare le sue dichiarazioni ma rimanendo inascoltata.
Inoltre, sempre secondo le accuse del pubblico ministero, il brigadiere ha anche annotato di essere stato aggredito dalla donna che avrebbe cercato di colpirlo al volto con le mani; anche il marito di e figlio di lei gli si sarebbero scagliati contro, additandolo e spingendolo, mentre queste dichiarazioni sono state poi smentite da tutti i testimoni oculari dell’incontro e ascoltati durante le udienze.
Sempre per l’accusa, invece, sarebbe stato lui a tentare di schiaffeggiare la donna, apostrofandola anche con alcune parole pesanti.
Il giudice, Francesco Marino, al termine del processo ha assolto Travaglini dall’accusa di falso ideologico ma lo ha condannato per ingiuria e tentate percosse.
La donna, parte civile nel procedimento penale, era rappresentata dall’avvocato Consuelo Di Martino; il vigile dall’avvocato Ugo D’Ippolito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

