Vigilessa presa a calci e pugni davanti a casa

La sottufficiale seguita e aggredita da uno sconosciuto che l’ha anche minacciata. Fermato dai parenti della donna
LANCIANO. Presa a calci e pugni davanti all’uscio di casa da uno sconosciuto. È l’episodio di cui è rimasta vittima una sottufficiale della polizia municipale di Lanciano, che racconta al Centro i terribili minuti vissuti in balia di una violenza cieca e gratuita. È venerdì sera, poco prima delle 20. A.D. sta rientrando a casa in auto, dopo essere stata in giro per commissioni. Scende dalla vettura e le si para davanti un giovane, mai visto prima. L’ha seguita in auto nella strada privata in cui la donna abita, nel Rione Fenaroli.
«Mi ha seguito e davanti casa mi ha aggredito urlandomi che l’avrei abbagliato con le luci dell’auto», racconta la vigilessa. Le ha sferrato un cazzotto in testa, l’ha afferrata per i capelli e poi giù con calci, minacciandola di morte. «Diceva che me l’avrebbe fatta pagare, che mi avrebbe fatto bruciare la villa dagli zingari», continua il pubblico ufficiale, «per lavoro mi capita di avere a che fare anche con queste persone e non mi è mai successo nulla».
La sottufficiale ha reagito, si è difesa dai colpi e li ha anche restituiti. «Ma lui sembrava indemoniato», racconta, «ha avuto addirittura la forza di sollevare un grande vaso pieno di terra che si trova davanti alla mia abitazione e lo ha scagliato contro il portone di casa. Se non lo avessero fermato credo che mi avrebbe uccisa». Al sentire tutto questo trambusto sono accorsi fuori i familiari della donna e i vicini di casa. In tre hanno dovuto trattenere il giovane che come una furia continuava a scagliarsi contro la vigilessa. «È come se avessi vissuto un sogno, non ancora mi rendo conto», racconta il sottufficiale, «mi spiace che ad assistere alla scena sia stata anche mia figlia minorenne, che ora ha paura ad uscire di casa». Parenti e vicini hanno subito avvertito le forze dell’ordine. In pochi minuti è arrivata una volante del commissariato di polizia, che sul posto ha ascoltato il giovane, un 27enne residente a Lanciano ma, pare, originario della Campania. Agli agenti l’uomo avrebbe confermato il racconto secondo il quale la vigilessa lo avrebbe abbagliato con le luci della propria auto. I poliziotti lo hanno poi diffidato a raggiungere l’ospedale Renzetti per sottoporti alle analisi tossicologiche. A.D. è stata trasportata in Pronto soccorso dove i medici le hanno riscontrato un trauma cranico commotivo, giudicato guaribile in cinque giorni (ma già oggi effettuerà altri accertamenti). Sull’episodio proseguono le indagini della polizia.
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