Vigili del fuoco feriti, aperta un’indagine

San Vito. La procura mette sotto inchiesta l’uomo che si è barricato in casa e poi si è scagliato contro i 2 vigili
SAN VITO CHIEITNO. Sono di lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale i reati che si ipotizzano la procura possa imputare ad A.A., 52 anni, che venerdì notte ha ferito due vigili del fuoco intenti ad aiutare le forze dell’ordine e il 118 ad eseguire su di lui il trattamento sanitario obbligatorio (Tso). I carabinieri della stazione di San Vito e della compagnia di Ortona, guidati dal maggiore Roberto Ragucci, hanno ricostruito quanto accaduto nella notte di follia dell’uomo e consegnato un rapporto al procuratore di Lanciano, Mirvana Di Serio. Al magistrato spetta aprire un fascicolo e formulare eventualmente un capo di imputazione per A.A. che da venerdì notte è ricoverato al Centro d’igiene mentale di Giulianova.
Una storia difficile quella del 52enne che da alcuni mesi aveva sospeso le cure e soffriva anche per la perdita della madre. Era però arrivato negli ultimi due giorni ad importunare i cittadini, come notato anche dai vigili urbani che lo tenevano d’occhio, e il sindaco Emiliano Bozzelli, assieme al medico curante dell’uomo e quello del Centro di igiene mentale Asl, aveva emesso l’ordinanza per il Tso. Venerdì sera doveva essere eseguito quel provvedimento ma l’uomo si è barricato in casa. Due ore di trattativa, tra urla e paura di gesti sconsiderati, e alla fine l’intervento dei vigili del fuoco di Lanciano per aprire la porta. Ma, all’apertura il 52enne si è scagliato, per fuggire, contro il caposquadra Rocco Toracchio che ha colpito con tre coltellate a un braccio (40 giorni di prognosi). Poi è stato disarmato dal vigile Leonardo Di Battista, che si ferito alla mano con la lama del coltello (10 punti di sutura).
«Siamo vicini ai colleghi Toracchio e Di Battista feriti nell’adempimento del loro dovere», dice Giuseppe Giampaglione, segretario provinciale del Conapo di Chieti, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco. «Spesso», ricorda il sindacalista, «siamo chiamati ad effettuare interventi congiunti con le forze dell’ordine che ci vedono impegnati in prima linea in azioni di pubblica sicurezza, così come previsto dai nostri compiti istituzionali; stessi oneri ma diversi riconoscimenti. Auspichiamo quindi che si acceleri il superamento delle differenze retributive e previdenziali esistenti tra vigili del fuoco e gli appartenenti al comparto sicurezza; è necessario che lo Stato renda disponibili 216 milioni di euro all’anno. Riconosciamo al comando di Chieti, al comandante Davide Martella e ai funzionari, la tempestiva attivazione a supporto dei colleghi feriti».
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