«Vigili in strada, mancano le condizioni di sicurezza»
La denuncia del sindacato Diccap, inviato un esposto a Procura e prefetto Falzani: «Tra i problemi: la detenzione delle armi e i turni di notte»
VASTO. «Siamo in presenza di numerose violazioni di legge sulla sicurezza dei lavoratori, sull’armamento, sul benessere organizzativo e sull’incarico di comandante della polizia municipale. Una situazione di diffusa illegalità che ci spinge a chiedere l’intervento delle autorità preposte».
Non ci gira intorno Walter Falzani, segretario regionale Diccap (il sindacato autonomo maggiormente rappresentativo del personale in divisa) che insieme al vice- coordinatore Luigi La Verghetta e al rappresentante territoriale, Fabio Ravasini ha tenuto ieri una conferenza stampa per annunciare un esposto alla Procura di Vasto e al Prefetto di Chieti, Antonio Corona.
Il sindacalista chiede che «venga ripristinata la legalità». Al centro dell’incontro il servizio notturno, l’idoneità scaduta per la detenzione dell’arma, le condizioni dei locali di corso Italia che ospitano il Comando vigili e un’altra serie di questioni che, secondo Falzani, «si sono aggravate negli ultimi tempi». «Di fronte a queste violazioni il sindaco Luciano Lapenna, che dovrebbe essere il garante della legalità, non fa nulla», accusa il segretario regionale Diccap, «anzi l’amministrazione comunale va avanti con prepotenza, fregandosene delle leggi».
Sulle singole questioni è intervenuto La Verghetta. «Per tutta l’estate abbiamo volutamente tenuto un basso profilo al fine di evitare strumentalizzazioni, non a caso abbiamo indetto questa conferenza stampa ora che agosto è agli sgoccioli», attacca il vice coordinatore regionale, «a giugno ci è stato imposto il servizio notturno da un giorno all’altro, senza che l’amministrazione comunale desse alcuna risposta alle richieste avanzate dalla Rsu e dal Diccap. Avevamo inoltrato una formale diffida perché mancano le più elementari condizioni per la sicurezza del personale. L’unico passo in avanti che il Comune ha compiuto rispetto allo scorso anno è stato l’espletamento delle visite mediche, delle quali però non conosciamo gli esiti. Non è stata compiuta alcuna valutazione dei rischi, né delle misure di sicurezza, a partire dalla dotazione delle armi, necessarie nei servizi notturni che, in caso contrario, per legge non possono essere espletati. A fine luglio è scaduta l’idoneità per il possesso dell’arma: il Diccap ha diffidato l’amministrazione comunale e chiesto l’immediata sospensione dei servizi che per legge devono essere espletati con la pistola d’ordinanza. Non c’è stata alcuna risposta: il tenente Giuseppe Del Moro ha continuato a disporre i servizi con il personale disarmato. Nonostante questo abbiamo fatto il nostro dovere in silenzio, esponendoci a gravi rischi per la salute», sottolinea La Verghetta, che denuncia anche «l’impiego dei vigili stagionali nel turno di notte, agenti che, non essendo armati, non possono svolgere quel servizio». L’altra questione sulla quale il sindacato chiede chiarezza è sulla nomina del comandante. «Del Moro non è il comandante della polizia municipale», sostiene Falzani, «ma il responsabile della posizione organizzativa che gli è stata assegnata dal dirigente Vincenzo Marcello, il quale non ha il potere di conferire l’incarico di comandante, una qualifica che, per legge, si acquisisce solo con un concorso pubblico al quale possono partecipare i laureati in giurisprudenza e materie equipollenti, titoli che Del Moro non possiede”.
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