Vigili urbani in prima linea contro il contagio
La polizia locale con le tute protettive controlla chi è in quarantena se la Asl perde i loro contatti
LANCIANO . Ha inforcato tuta protettiva, mascherina e guanti sopra i pantaloni e la giacca a vento dell’uniforme. Difficile riconoscere un agente di polizia municipale sotto una tale bardatura, ma l’emergenza coronavirus cambia e aggiorna le funzioni, un po’ in tutti i settori. Con le città vuote e la gente costretta in casa per la maggior parte del tempo, non c’è da regolare il traffico. Ma dall’inizio dell’emergenza sanitaria la polizia municipale è in prima linea nella lotta per il contenimento del contagio. All’attività quotidiana di controllo sugli spostamenti nel territorio comunale e sul rispetto delle distanze di sicurezza e delle altre disposizioni negli esercizi commerciali, si affianca anche una delicata attività di supporto agli uffici sanitari del territorio. Essa riguarda la vigilanza sulle persone poste in quarantena o in sorveglianza sanitaria attiva, nel caso abbiano contratto l’infezione ma non abbiano sintomi o questi siano lievi. Si tratta di tutti coloro che, potenzialmente, hanno avuto contatti con un soggetto risultato positivo al Covid-19 nei 14 giorni precedenti. Durante l’isolamento la Asl contatta periodicamente, anche più volte al giorno, queste persone per monitorare, innanzitutto, la loro situazione sintomatologica. Quando la linea di contatto si interrompe, entra in azione la polizia municipale.
«Può capitare che non si trovino recapiti telefonici o elementi identificativi precisi», spiega il comandante Guglielmo Levante, «grazie alle nostre informazioni e conoscenza del territorio, ci viene chiesto di entrare in contatto con determinate persone». È quello che è successo venerdì scorso, quando un agente ha dovuto rintracciare un nucleo di cinque persone con il quale la Asl non riusciva più a mettersi in contatto. «Si era interrotto il canale di comunicazione e ci è stato chiesto di intervenire», continua Levante, «dovendo avvicinare persone con problemi di positività o che necessitano di provvedimenti di quarantena, alziamo al massimo la soglia di attenzione e cautela, cercando di esporci il meno possibile a qualunque tipo di rischio». Così sopra l’uniforme si indossa la tuta protettiva e si inforcano guanti e mascherina. «Una volta rintracciate», conclude il comandante, «il nostro compito è assicurarci che sia ricostituito il collegamento con gli uffici Asl».
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