Villa confiscata a Vasto il caso ancora sotto esame

I figli dei rom tentano di bloccare il procedimento con tre testimoni Ma il Comune va avanti con la trasformazione in una comunità per minori
VASTO . Spuntano fuori dei testimoni e il caso infinito della villa di via dei Bontempi si arricchisce di un nuovo capitolo. I legali dei proprietari invocano l’incidente di esecuzione mentre il Comune si accinge a trasformare la villa nella sede di una comunità per minori. L’avvocato Fiorenzo Cieri rivela che la villa – sequestrata nel 2010 ai coniugi Bevilacqua e trasferita otto anni fa dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati al Comune di Vasto – potrebbe presto tornare a coloro che sostengono di essere i veri proprietari dell’immobile, cioè i figli degli ex proprietari: «Ci sono testimoni che possono provarlo», dice l’avvocato Cieri che rappresenta i ricorrenti con il collega Danilo Leva, «la villa non era dei coniugi arrestati ma fu donata ai miei clienti dai nonni di Caserta». L’udienza davanti alla Corte d’Appello dell’Aquila si terrà il 28 settembre. «L’incidente di esecuzione», prosegue il legale, «consentirà la verifica del titolo esecutivo sulla base del quale si avvierà, un nuovo percorso. Le testimonianze saranno supportate da documenti che attestano la provenienza legale dei terreni sui quali poi fu edificata la villa. Dai documenti si evince la regolarità dell’acquisto del terreno da parte dei nonni dei miei clienti che, poi, una volta realizzato l’immobile, decisero di darlo ai nipoti. Quei documenti sono la prova che quella villa non è mai appartenuta a Carmine Bevilacqua e a Lucia Suchella ma venne donata ai quattro figli», dice l’avvocato Cieri. E i ragazzi, divenuti maggiorenni, ora la reclamano. «La villa è un dono del nonno materno. I ragazzi sono incensurati. La Procura avrebbe potuto contestare la donazione entro 5 anni, ma non lo ha fatto. A settembre la villa potrebbe tornare ai miei clienti».
La tormentata vicenda iniziata dieci anni fa si arricchisce quindi di nuovi particolari. La villa venne confiscata contestualmente a un sequestro di droga nel quale rimasero coinvolti i coniugi Bevilacqua. A luglio del 2011 l’ex procuratore di Vasto, Francesco Prete, dispose la confisca della lussuosa dimora in quanto provento di attività illecite. La difesa degli indagati si oppose. In Appello la confisca fu confermata e così pure in Cassazione. Il 24 novembre 2012, il Comitato per la destinazione dei beni provento di attività illecite di Chieti, ordinò la consegna dell’immobile al Comune di Vasto. Ma i figli di Bevilacqua non si arrendono e adesso contestano l’incidente di esecuzione.

