Villa confiscata e restituita, chiesti i danni

29 Novembre 2022

Casa di via dei Bontempi: una perizia elenca locali rovinati e arredi spariti per 300mila euro

VASTO. Continua la battaglia sulla villa confiscata nel 2011 a una famiglia rom in via Dei Bontempi a Vasto. Nuove costose grane all'orizzonte per il Comune. Il professor Stefano Moretti, consulente presso la procura, e il tribunale di Benevento incaricato dagli avvocati Fiorenzo Cieri, Stefano Bertoncini e Giuseppe La Rana, legali dei proprietari incensurati, di eseguire una perizia all'interno dell'immobile, ha quantificato danni pari a 300 mila euro. Mancano arredi ed effetti personali ed è stata modificata anche la struttura muraria. «I danni sono notevoli. A quantificarli è stato un esperto», conferma l'avvocato Cieri. Già a giugno gli avvocati avevano diffidato il Comune. La perizia aggrava la posizione dell'ente. L'ufficio legale del Comune ha interpellato l'Agenzia nazionale dei beni confiscati e i giudici della Corte d'appello per capire quale perimetro di diritto la sentenza istituisce e fino a dove l'azione legale dei ricorrenti può arrivare.
Nel 2014 la villa passò al Comune di Vasto che, nel 2019 la consegnó a una cooperativa per trasformarla in casa famiglia per minori con disagi. Ad aprile 2021, però, la Corte d’appello dell’Aquila ha accolto le argomentazioni difensive e ha revocato il provvedimento di confisca, ordinando la restituzione dell’immobile ai richiedenti. La villa è stata effettivamente riconsegnata ai proprietari ma non nelle condizioni originali.
Per queste ragioni gli avvocati Cieri, Bertoncini e La Rana, hanno presentato al Comune richiesta di diffida e messa in mora al fine di adempiere all’ordinanza della Corte d’appello e quindi provvedere al totale ripristino delle condizioni di fatto in cui si trovava l’immobile alla data della confisca nonché alla restituzione di tutti gli arredi ed effetti personali. Nello specifico alcune porte interne e serramenti esterni risultano completamente danneggiati, il vano seminterrato è interessato da gravi infiltrazioni di acqua e la basculante di accesso completamente danneggiata, il gazebo esterno in legno, originariamente esistente, risulta parzialmente distrutto con travi smontate, sono presenti tramezzature mai esistite, l’arredo completo interno composto da mobili zona giorno, zona notte, zona seminterrato, bagni e accessori (a eccezione della cucina) risulta asportato così come sono stati asportati tutti gli effetti personali. Menna è sicuro di non aver nuociuto ai ricorrenti.
La controparte non è d’accordo e ha presentato una denuncia penale con richiesta di risarcimento danni contestando l’articolo 388 del codice penale: mancata osservanza della provvedimento dell’autorità giudiziaria che disponeva la conservazione e integrità dell’immobile. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.