Villa confiscata «I Bevilacqua non sono i proprietari»
VASTO. Nuovo colpo di scena nella querelle giudiziaria della lussuosa villa di via Bontempi sequestrata nel 2010 ai coniugi Bevilacqua e trasferita otto anni fa dall’Agenzia nazionale per i beni...
VASTO. Nuovo colpo di scena nella querelle giudiziaria della lussuosa villa di via Bontempi sequestrata nel 2010 ai coniugi Bevilacqua e trasferita otto anni fa dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati al Comune di Vasto. La difesa dei figli dei proprietari, rappresentata dagli avvocati Fiorenzo Cieri e Danilo Leva, ha deciso di presentare una nuova istanza di incidente probatorio alla corte d’Appello dopo essere venuta in possesso di nuove prove.
«Si tratta», dice l’avvocato Cieri, «di documenti che attestano la provenienza legale dei terreni sui quali poi fu edificata la villa. Dai documenti si evince la regolarità dell’acquisto del terreno da parte dei nonni dei miei clienti che poi, una volta realizzato l’immobile, decisero di darlo ai nipoti. Quei documenti sono la prova che quella villa non è mai appartenuta a Carmine Bevilacqua e a Lucia Suchella ma è dei quattro figli che ora sono diventati maggiorenni», dice l’avvocato Cieri. «I ragazzi l’hanno ottenuta con una donazione dal nonno materno. I ragazzi sono incensurati. La Procura avrebbe potuto contestare la donazione entro cinque anni, ma non lo ha fatto. Ora i figli di Bevilacqua rivogliono ciò che è loro», annuncia il penalista.
L’epilogo è tutt’altro che scontato. La vicenda è iniziata dieci anni fa contestualmente a un sequestro di droga nel quale rimasero coinvolti i coniugi Bevilacqua. A luglio del 2011 l’ex procuratore di Vasto, Francesco Prete, dispose la confisca della lussuosa dimora in quanto provento di attività illecite. La difesa degli indagati si oppose. In Appello la confisca fu confermata e così pure in Cassazione. Il 24 novembre 2012 il Comitato per la destinazione dei beni provento di attività illecite di Chieti, ordinò la consegna dell’immobile al Comune di Vasto. Ma i figli di Bevilacqua non si arrendono.(p.c.)
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