Villa confiscata, è scontro dopo la sentenza

I proprietari rivogliono l’immobile di via dei Bontempi. Menna: «Pronti a ridarlo, ma ci serve tempo»
VASTO. Sono passati quasi due mesi da quando la Corte d’Appello dell’Aquila ha disposto la restituzione immediata ai legittimi proprietari, con una sentenza passata in giudicato, della villa di via dei Bontempi, confiscata nel 2011 a Carmine Bevilacqua e dal 2014 nella disponibilità del Comune. I proprietari, i 4 figli di Bevilacqua, non riescono però a riavere l’immobile diventato una casa famiglia per minori. I loro legali, gli avvocati Giuseppe La Rana, Danilo Leva e Fiorenzo Cieri hanno inviato una lettera alla Corte aquilana lamentando la mancata esecuzione della sentenza. Il Comune si chiama fuori. «Stiamo cercando di aiutare i gestori a trovare un’altra location», assicura il sindaco Francesco Menna, «ma non è facile. Siamo in contatto con l’Agenzia per i beni confiscati allo Stato. Il trasferimento richiede dei tempi ma verrà fatto», assicura Menna. I proprietari dell’immobile però sono esasperati, anche perché a loro dire nella villa non ci sono minori ma immigrati, e per questo minacciano querele.
«La Corte d’Appello si è pronunciata il 26 aprile», ricorda Carmine Bevilacqua, «perché la casa non ci viene restituita e perchè nella casa ci sono degli immigrati? Possibile che non possano trasferirsi in un’altra struttura?», chiede Bevilacqua, «il provvedimento di confisca disposto nel 2010 è stato revocato ed è stata ordinata la restituzione immediata dell’immobile ai miei 4 figli. Perché la sentenza non viene rispettata? Chiedo giustizia ai giudici della Corte d’Appello».
Nella sentenza, la Corte ha ristabilito che l’immobile è stato frutto di regolare donazione tra i nonni e i 4 nipoti all’epoca minorenni e che il valore complessivo del bene non è di 1,2 milioni di euro, come erroneamente sostenuto dalla Procura di Vasto quando procedette alla confisca, ma di circa 560mila euro. I legali della famiglia rom incalzano e stanno cercando di trovare una soluzione . Come detto i proprietari, sono stanchi di aspettare , rivogliono l’immobile. «Quella villa», ribatte il Comune, «è stata destinata a funzione sociale come casa di accoglienza per minori con disagio. Gli occupanti non possono andare via da un giorno all’altro ma serve una sede idonea allo scopo . Cercheremo di trovare una soluzione prima possibile», assicura il Comune. (p.c.)
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