Villa delle Rose in 50 protestano per salvare il campo

28 Giugno 2019

Ma il corteo non ferma il progetto del Comune: si va avanti Di Bucchianico: «Penalizzati da caldo e animi esasperati»

LANCIANO. Degli oltre 300 firmatari della petizione per salvare il campo “Esposito”, meno di 50 scendono in strada per portare la protesta fin sotto le finestre del Comune. La mobilitazione attesa alla vigilia non c’è. Se ne rendono presto conto anche le forze dell’ordine che hanno predisposto un servizio di sicurezza per qualche centinaio di partecipanti. Invece ci sono una quindicina di ragazzini con i palloni, qualche genitore, rappresentanti di Lega e Lanciano in Movimento e una parte dei consiglieri comunali di opposizione.
Tra i primi ad aggregarsi al corteo c’è Danilo Marfisi, presidente dell’associazione “Il Mastrogiurato”, una delle manifestazioni di richiamo che il Comune vedrebbe bene nella grande arena per eventi che prenderebbe il posto del campo da calcio a Villa delle Rose. «Non vogliamo essere tirati in ballo, perciò sono qui», spiega Marfisi, «come associazione tempo fa abbiamo presentato un progetto per l’ex ippodromo, che non prevede nessuna opera in asfalto dentro Villa delle Rose. Da quel momento, nessuno ci ha più considerati, quindi oggi non vogliamo essere accostati a questo progetto». «A Villa delle Rose si deve fare quello che vuole la maggioranza dei lancianesi», dice Marco di Lanciano in Movimento, «l’amministrazione comunale dovrebbe interpellare la cittadinanza e non andare avanti per la sua strada». «Non trovo logico togliere il campo da calcio per fare un prolungamento di corso Trento e Trieste», è l’opinione di un papà, Davide, «oggi questa è un’area frequentata da famiglie, ragazzi, sportivi, anche se è in grande stato di abbandono. Ha una funzione sociale. L’arena per i grandi eventi poteva essere prevista anche mantenendo il campo. Invece spostarsi in periferia per giocare a calcio, specie per i più piccoli, è penalizzante. Per me è una scelta sbagliata togliere il campo». Il piccolo corteo sfila pacificamente lungo il Corso e arriva in piazza Plebiscito. «Siamo qui per far ricredere il sindaco sulla scelta di rimuovere il campo Esposito da Villa delle Rose», spiega uno degli organizzatori, Franco Di Bucchianico, «il rettangolo di gioco era previsto inizialmente nel nuovo parco. È stato rimosso nel marzo 2018, nell’ultimo progetto che serviva a chiedere i finanziamenti del Masterplan. Due settimane prima il centrosinistra è stato sconfitto nelle votazioni regionali. È vero, ci aspettavamo maggiore partecipazione», ammette Di Bucchianico, «il caldo e gli animi esasperati hanno influito. Si preferisce stare a casa piuttosto che schierarsi. Magari queste persone mostreranno il loro giudizio nell’urna elettorale». Una volta in piazza, una delegazione di manifestanti viene ricevuta dal vicesindaco Giacinto Verna. Ma, come anticipato alla vigilia, l’amministrazione Pupillo tira dritto per la sua strada.