Villa Pini, Zavattaro testimone chiave

Il manager Asl citato in tribunale per i 117 milioni bloccati all’ex re delle cliniche Angelini. Il 6 febbraio sarà in aula
CHIETI. Perché la Asl di Chieti ha bloccato il pagamento di 117 milioni di euro alla clinica privata di Vincenzo Angelini? Il manager, Francesco Zavattaro, dovrà spiegarlo davanti ai giudici Patrizia Medica, Antonella Redaelli e Andrea Di Berardino. Da una conferenza stampa all’aula del tribunale, il passo è breve per il direttore generale della Asl che, due giorni fa, ha convocato i giornalisti per rispondere agli attacchi politici di marca Pd e alle 28 contestazioni che un ispettore del Mef ha fatto alla Asl. Ma 24 ore dopo l’articolata e sferzante replica, Zavattaro viene citato in tribunale come testimone nel processo per il crac milionario di Villa Pini. Dovrà comparire in aula il 6 febbraio prossimo insieme alla curatrice fallimentare, Giuseppina Ivone e ai consulenti di quest’ultima, Luigi Labonia ed Eugenio Verzulli. La difesa ha deciso di citarlo alla fine dell’udienza che, ieri mattina, è saltata per l’ennesima volta. Secondo l’avvocato Gianluigi Tucci, che assiste Angelini, la moglie Annamaria Sollecito e la figlia Chiara, il manager sarebbe diventato testimone chiave nel processo per la bancarotta che ha raso al suolo l’impero del re delle cliniche, per una frase pronunciata in conferenza stampa. Eccola: «Non abbiamo mai pagato i 117 milioni di esposizione verso Villa Pini. Ci siamo anche insinuati nel passivo di Villa Pini». L’obiettivo dell’avvocato di Angelini è quello di dimostrare che il suo assistito sarebbe stato travolto da un fallimento determinato da altri. E’ una tesi ardua e difficile da far passare. Ma tutto può servire ad Angelini per evitare una pesante condanna dopo che, con le sue rivelazioni-bomba su tangenti per milioni di euro pagate alla politica, fece arrestare nel 2008 l’ex governatore Ottaviano Del Turco. Dalla ricostruzione degli anni che precedettero Sanitopoli emerge che, nel triennio contrattuale 2005-2007, all’epoca dell’ex assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca, il pagamento di quei 117 milioni venne bloccato perché l’ingente somma, vantata da Angelini per prestazioni sanitarie resa alla Asl di Chieti, era stata iscritta nel capitolo “inappropriatezze” dopo l’ispezione della Cip, commissione permanente ispettiva. Ma il blocco del pagamento è proseguito anche dopo il 2009 quando Zavattaro si è insediato alla Asl.
In aula quindi gli verrà chiesto perché lo fece. Ma dovrà spiegare anche la seconda parte del suo intervento su Villa Pini in conferenza stampa: la richiesta di insinuazione al passivo. A parte il fatto che la curatela l’ha respinta, chi s’insinua in un passivo vanta un credito e non, come in questo caso, un debito d’oro.

