Vinciguerra: «Quella torre è un ecomostro»
Italia Nostra spara a zero sull’ascensore tra parcheggio di Sant’Egidio e ripe di Civitanova
LANCIANO. «Ecomostro»: non usa mezzi termini l’associazione Italia Nostra per definire il progetto della torre ascensore alta 28 metri in corso di ultimazione su via Sant’Egidio per collegare un parcheggio di un centinaio di posti auto con i quartieri storici Civitanova e Sacca. Lo afferma il presidente Pierluigi Vinciguerra che da subito ha sottolineato agli uffici comunali il rischio di un impatto troppo gravoso per il paesaggio circostante e il centro storico. Vinciguerra definisce l’opera «un’enorme bruttura in un paesaggio di rilevante bellezza e che va a interrompere lo sguardo e l’immagine dell’antica cinta muraria della città. L’intervento di risalita è un intervento duro, che lascia segni irreversibili», fa notare l'architetto, «Lanciano deve la sua bellezza alla quasi integrità del centro storico, e alla sua adiacente campagna, con gli orti degli ortolani, gli uliveti e vigneti tipici del paesaggio frentano. Questo manufatto architettonico», prosegue, «risulta inoltre carente in tutto il suo insieme, tralasciando qualsiasi rispondenza con l’architettura esistente, con la stabilità del pendio, sui possibili fenomeni idrogeologi del sottosuolo. Perché una risalita proprio sotto la cinta muraria? Perché non si poteva pensare a un progetto di minore impatto e con logiche più razionali?».
L’intervento è stato seguito passo passo dalla Soprintendenza e da un pool di geologi, architetti e paesaggisti ma, fa notare Vinciguerra, «c’erano altre soluzioni che non sono state mai prese in considerazione dall’amministrazione e dai tecnici comunali. Non si tratta di dire no a una risalita meccanizzata, sicuramente funzionale», prosegue il presidente di Italia Nostra, «ma di realizzare progetti in termini di sviluppo sostenibile senza incidere sulle bellezze architettoniche e naturali esistenti. Perché non spostare la risalita, studiando un diverso percorso? Perché non studiare modifiche che rispettavano l’antica sacralità del costone con la strada di accesso pedonale fino alla vecchia Porta della Noce e della cinta muraria nella sua unicità?». (d.d.l.)
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