Violenta e umilia l’ex compagna: condannato a sei anni di carcere

22 Luglio 2021

Un 51enne teatino ha perseguitato la vittima anche con una valanga di messaggi e telefonate Le aggressioni mentre lei stava facendo la spesa. Per ora l’uomo rimane agli arresti domiciliari

CHIETI. Quella donna era diventata la sua ossessione. L’ha stuprata, terrorizzata e seguita ovunque, finché lei non ha avuto il coraggio di raccontare tutto ai carabinieri. Un teatino di 51 anni (di cui non indichiamo il nome per tutelare l’identità della vittima), attualmente agli arresti domiciliari, è stato condannato a 6 anni di reclusione per violenza sessuale, atti persecutori e violenza privata nei confronti della ex compagna di 8 anni più giovane. La sentenza è stata pronunciata martedì sera dal tribunale di Chieti, presieduto da Guido Campli (giudici a latere Maurizio Sacco e Giulia Colangeli). Ad occuparsi dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, sono stati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, al comando della tenente Maria Di Lena, che ha ripercorso in aula le fasi dell’indagine.
LA RELAZIONE La storia sentimentale tra Francesca (nome di fantasia) e il 51enne va avanti per un paio d’anni. Lui, in realtà, assume quasi subito atteggiamenti violenti e prevaricatori. La donna decide di non andare a vivere con il compagno, anche per evitare di imporre alla figlia (nata da una precedente relazione) la presenza di un uomo in casa. Ma l’imputato ha una copia delle chiavi dell’abitazione di lei: entra ed esce dall’appartamento a tutte le ore del giorno e della notte, fa sentire in modo pressante il suo controllo, comincia a mostrarsi aggressivo anche verso la minore. Non solo: in alcune occasioni si presenta ubriaco e, in altre, picchia la compagna per questioni di gelosia, scusandosi subito dopo e giurando che non alzerà mai più le mani. Ma si tratta solo di promesse.
GLI ABUSI In estate, avviene uno degli episodi più gravi: Francesca è costretta a subire un rapporto sessuale completo. Prima di violentarla, bloccandola con forza sul letto, l’uomo l’aveva afferrata per i capelli obbligandola a bere alcolici. Dopo qualche settimana, la situazione peggiora ulteriormente. A inizio ottobre, lo stalker entra di nuovo nell’abitazione della donna: pretende di avere un rapporto sessuale e inizia a spingerla verso la camera da letto. Ma lei, terrorizzata, riesce a liberarsi e a scappare via. Quando torna a casa, si accorge che l’ex ha cosparso di colla la serratura con il chiaro obiettivo di impedirle di chiudersi all’interno dell’appartamento.
LE AGGRESSIONI Il giorno successivo, si consuma un’altra aggressione: la donna viene presa a pugni sulle braccia. Francesca è esausta: ripete più volte a quell’uomo, diventato ormai sempre più violento, che non ha alcuna intenzione di riprendere la relazione. Lui, però, continua a ossessionarla: la tempesta di telefonate e messaggi, costringendola a cambiare più volte il numero di cellulare. E ancora: si fa trovare nei paraggi dell’abitazione della vittima, anche nel cuore della notte. A fine novembre, il 51enne segue Francesca in un supermercato di Chieti Scalo: dice che vuole parlarle e la invita più volte a prendere un caffè in un bar a poca distanza.
I MESSAGGI Al rifiuto della donna, la afferra da un braccio e le porta via lo zaino e la busta con la spesa appena fatta. A questo punto, la 43enne si rivolge ai carabinieri: l’uomo viene portato in ufficio, identificato e indagato. Nonostante tutto, anche dall’interno della caserma, il 51enne continua a inviare messaggi alla ex compagna, che proprio in quegli istanti sta formalizzando la denuncia. Dopo aver chiesto il divieto di avvicinamento, la procura ottiene anche gli arresti domiciliari perché l’uomo continua a violare le prescrizioni.
LA SENTENZA Due giorni fa, la sentenza. Non solo la condanna a 6 anni: il 51enne dovrà risarcire i danni provocati alla vittima, da quantificare in separata sede, versando una provvisionale di 5mila euro. L’uomo è stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. L’avvocato dell’imputato, Dario Marrocco, ha chiesto la revoca della misura cautelare: il difensore della vittima, l’avvocato Manuela D’Arcangelo, e la procura si sono opposti. Ora si attende la decisione del tribunale.
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