Violenza di genere, mobilitazione in città
Oggi convegno dei commercialisti, domani corteo in piazza. In campo anche la parrocchia di Santa Rita
LANCIANO. Un corteo per rompere il silenzio sulla violenza di genere, ma anche un incontro in parrocchia per parlare di amore ai più giovani e una messa per le 100 vittime di femminicidio di quest'anno. Lanciano si mobilita in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne” che ricorre domani, 25 novembre. Si comincia oggi, alle 15.30, con il convegno organizzato dall'Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili, “Violenza di genere: luci e ombre… Il codice rosso”. Nella sede, in via Nazionale a Santa Maria Imbaro, intervengono il presidente Ermando Bozza, l'assessore alle politiche sociali Cinzia Amoroso, il legale del centro antiviolenza Dafne e la responsabile Felicia Zulli, lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Rasetti. Domani l'Associazione Okay! scende in piazza con la manifestazione “Neanche un minuto di silenzio”. Il corteo partirà, alle 10, da viale Delle Rose e raggiungerà piazza Plebiscito. «Sarà dedicato a Giulia Cecchettin e a tutte le sorelle brutalmente uccise», dicono gli organizzatori, «chiediamo a Stato e istituzioni di tutelarci, chiediamo che venga garantita un’educazione all’affettività in ogni scuola. Invitiamo a unirsi a noi associazioni, sindacati, studenti, cooperative e chiunque voglia combattere questa cultura che non ci rappresenta».
Nella lotta alla violenza di genere scende in campo anche la chiesa. “Amare è vivere” è l'iniziativa organizzata, da oggi a domenica, da parrocchia Spirito Santo, associazione Omnis Terra e centro antiviolenza Dafne. «La storia di Giulia ha toccato tutto il Paese perché era una studentessa, una ragazza con tanti ideali e progetti davanti a sé», dice il parroco, don Nicola Giampietro, «la lezione che ci lascia è una spontanea capacità di perdonare che ha esercitato nella condizione in cui chiunque si sentirebbe di reagire e inveire violentemente, almeno a parole, contro chi gli ha fatto del male. Amare è qualcosa di liberatorio, che ti mette le ali e ti fa volare, non te le tarpa né taglia come fanno queste violenze. Faremo un incontro col centro Dafne, “Amore 3.0” (domani alle 15.30, ndc), rivolto ai ragazzi per aiutarli a capire cosa significa amare e far conoscere i centri antiviolenza». Domani la chiesa resterà aperta dalle 8 e per tutto il giorno «per dare la possibilità ad ogni donna di raccogliersi con Dio e poter esprimere in forma anonima ciò che porta nel cuore». Alle 17.30 sarà celebrata una messa in memoria delle 100 donne vittime di femminicidio nel 2023: i loro nomi saranno scritti su teli rossi deposti sui banchi e attaccati a una gerbera.
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