Violenza sessuale su tre bambine: il giudice rinvia a giudizio 87enne

12 Febbraio 2021

La vicenda in un paese dell’entroterra vastese. Le piccole ancora non avevano compiuto 10 anni L’uomo finì agli arresti domiciliari: aggravò la sua posizione offrendo soldi in cambio del silenzio

VASTO. Rischia una pena da 7 a 14 anni, l’anziano di 87 anni, di un paese del Vastese, accusato di avere abusato di tre bambine che all’epoca dei fatti non avevano ancora 10 anni. Ieri mattina il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo, ha disposto per l'indagato il rinvio a giudizio davanti al collegio di giudici, rifiutando il rito abbreviato. Il processo all'anziano si terrà il 20 aprile prossimo a porte chiuse per difendere la privacy delle bambine.
Non si presenta semplice il compito dei difensori, gli avvocati Antonello Cerella e MIchele Maselli. Anche perché una volta scoperto l’87enne avrebbe ammesso con leggerezza le proprie azioni. Aggravando poi la propria posizione avrebbe cercato di far tacere le piccole e i familiari, tentando di comprare il loro silenzio e offrendo prima 5mila e poi 10mila euro.
La vicenda è delicatissima e ha provocato costernazione e incredulità. Ancora oggi a distanza di mesi, nel piccolo paese in cui l'uomo vive, chi lo conosce stenta a credere che l'accusato possa aver commesso fatti così gravi. L'anziano, quando venne scoperto undici mesi fa, finì agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale continuata nei confronti di minori. A scoprire la storia furono gli agenti del commissariato di Vasto diretti dal vicequestore Fabio Capaldo. L'attività investigativa partì dopo che due bambine fecero capire alla loro insegnante di essere state toccate nelle parti intime da un anziano amico di famiglia. L’insegnante contattò subito i genitori. La polizia cominciò ad indagare con estrema cautela. L'attività investigativa confermò il racconto delle piccole. La polizia riuscì a raccogliere molti elementi di prova.
Fatti inquietanti, al punto che lo stesso gip ritenne lo spessore degli indizi tale da superare notevolmente la soglia della gravità e richiese per questo la misura cautelare. Le piccole, ascoltate separatamente con estrema discrezionalità e delicatezza in un luogo protetto, ripeterono racconti precisi e concordanti fra loro, descrivendo situazioni e luoghi. L’uomo sarebbe riuscito a raggirare le bambine portandole in luoghi appartati: la propria casa, una vettura in campagna, un garage vicino a casa. Una volta solo con le piccole, le avrebbe costrette a subire e compiere su di lui atti sessuali. In altre occasioni, le avrebbe costrette a vedere filmati pornografici. Il materiale pornografico è stato sequestrato.
Nel verificare le conversazioni che l’uomo aveva avuto con i genitori delle piccole vittime, gli investigatori hanno scoperto che l'accusato, vistosi scoperto, aveva contattato le famiglie e dopo aver ammesso con incredibile leggerezza le proprie responsabilità aveva offerto ai genitori dapprima cinquemila, poi diecimila euro, allo scopo d’indurli a imporre alle figlie la ritrattazione. (p.c.)
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