Violenze all’ex moglie, condanna definitiva

11 Settembre 2018

LANCIANO. Ricorso inammissibile: diventa così definitiva la condanna a 2 anni e due mesi di reclusione, inflitta in primo grado e confermata in appello, per G.R., 51 anni, di Lanciano, per...

LANCIANO. Ricorso inammissibile: diventa così definitiva la condanna a 2 anni e due mesi di reclusione, inflitta in primo grado e confermata in appello, per G.R., 51 anni, di Lanciano, per maltrattamenti e atti persecutori nei confronti della ex moglie. «La 7ª sezione della Cassazione», spiega l’avvocato della donna, Maria Ida Troilo, «ha respinto il ricorso per alcune illegittimità, di forma e contenuto, ad esempio perché ha reinserito profili già adeguatamente vagliati con corretti argomenti dai giudici dell’appello». L’uomo fu arrestato dalla polizia di Lanciano nel gennaio 2017 per aver sottoposto la moglie, dal 2011 al 2016, a continue vessazioni fisiche e psicologiche, ingiurie e minacce di morte. In auto girava con un martello pronto ad usarlo contro la donna se l’avesse scoperta con il presunto amante. Era accecato dalla gelosia ed era arrivato anche a dire che uno dei figli (sono minori, per questo le iniziali del condannato) non era il suo. Era violento. La donna, stanca delle violenze, si era decisa a lasciarlo. Ma quando ha avviato le pratiche per la separazione, ai maltrattamenti si sono aggiunti gli atti persecutori: pedinamenti, sms, minacce telefoniche tra cui la frase: «Ho un martello in auto, se ti scopro con l’amante ti uccido». L’uomo si è sempre professato innocente, ricorrendo contro le sentenze. Ma ora la Cassazione ha chiuso la vicenda respingendo l’ultimo ricorso. (t.d.r.)