Violenze alla ex, condanna a 3 anni

7 Ottobre 2022

Sentenza della Corte d’Appello per un 33enne: in primo grado era stato assolto

VASTO. Tre anni e mezzo di reclusione, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento danni alla parte lesa da quantificare in sede civile. È la sentenza della Corte d'appello dell'Aquila per F.C., 33 anni, di origine romena, accusato di violenza fisica e psicologica sessuale e maltrattamenti nei confronti della ex convivente. I giudici della Corte - presidente Carla De Matteis, consigliere Maria Gabriella Tascone e Flavia Grilli - hanno riformato la sentenza emessa a luglio 2020 dal tribunale di Vasto che riconosceva l'uomo colpevole solo del reato di molestie e lo condannava a 2 mesi. Grande la soddisfazione dell'avvocato che rappresentava la parte civile, Raffaele Giacomucci. Ad appellarsi contro l'assoluzione insieme alla vittima, è stato il procuratore della Repubblica, Giampiero Di Florio.
La vicenda che ha trascinato F.C. in giudizio è simile purtroppo alla storia di tante donne costrette a subire fra le mura domestiche angherie e violenze. Nello specifico il rapporto fra F.C. e la ex era diventato burrascoso dopo la separazione. Nel capo d'imputazione è specificato che "reiterati atti di violenza fisica e psicologica avvenivano anche alla presenza della figlia minore".
«La mia cliente», spiega l'avvocato Giacomucci, «subiva a tutte le ore continue sofferenze e umiliazioni morali che la costringevano a vivere in un clima di paura e insicurezza». Le cose peggioravano quando l'uomo abusava degli alcolici. Suonava al citofono della donna anche di notte. Spesso la colpiva con violenti schiaffi e spintoni. Accuse che l'imputato ha sempre rigettato ma, stando alle accuse, la ex compagna avrebbe vissuto 5 anni d'inferno. In primo grado la mancanza di testimoni che potessero confermare le condotte aggressive del 33enne e l'assenza di lividi o segni di percosse avevano convinto i giudici di Vasto della innocenza di F.C., ritenuto colpevole solo del reato di molestie. La Corte d'Appello ha invece ritenuto valide le argomentazioni della Procura di Vasto e dell'avvocato Giacomucci che hanno insistito sul carattere irascibile dell'uomo e sui discutibili e violenti comportamenti. «Per la mia cliente la condanna è stato un giusto riconoscimento della sofferenza patita in anni di vessazioni», ha commentato l'avvocato Giacomucci. (p.c.)
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