Violenze sessuali su due nipotini: condannato a sette anni e tre mesi

3 Aprile 2024

Gli episodi avvenuti a Ortona nel 2011, gli abusi su un bambino di quattro anni e sulla sorella di nove  La madre delle vittime: «Abbiamo sofferto tanto». Ora l’imputato dovrà anche risarcire i danni

ORTONA. «Abbiamo sofferto tanto», dice con un filo di voce Anna, la madre delle due vittime di violenza sessuale, mentre esce dall’aula del tribunale di Chieti in cui il fratello – accusato di essere uno zio pedofilo – è stato appena condannato a sette anni e tre mesi di reclusione dal collegio presieduto da Guido Campli (giudici a laterale Maurizio Sacco e Morena Susi). Accanto ad Anna (nome di fantasia) c’è una delle vittime, una ragazza oggi ventiduenne, che all’epoca dei fatti di anni ne aveva appena nove; l’altra, uno studente oggi sedicenne, che al momento delle turpi attenzioni aveva appena quattro anni, era assente alla lettura del dispositivo. No, non può esserci soddisfazione nella parole di un genitore che, a distanza di anni, ha scoperto che i propri bimbi hanno vissuto un incubo che li segnerà per sempre. Ma c’è comunque la serenità – se tale può essere chiamata – di chi ritiene che giustizia sia stata fatta.
Il condannato, ortonese di 54 anni, di cui non pubblichiamo il nome a tutela esclusiva dell’identità delle vittime, dovrà risarcire in separata sede le parti civili, assistite dall’avvocato Diego Bracciale. L’uomo è stato «dichiarato interdetto in perpetuo da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in altre strutture pubbliche o private frequentate abitualmente dai minori».
Dopo l’esecuzione della pena, nei confronti dell’imputato sarà applicata per un anno la misura di sicurezza personale «del divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati abitualmente da minori e del divieto di svolgere lavori che prevedono un contatto abituale con i minori». Il pubblico ministero Marika Ponziani aveva chiesto tre anni e sei mesi di reclusione.
Ad aprile 2023, lo zio pedofilo era stato condannato a due anni di reclusione, sempre dal tribunale di Chieti, dopo aver offerto soldi allo stesso nipote minorenne per spingerlo a fare sesso con lui. Le indagini che hanno inchiodato l’uomo alle sue responsabilità per gli abusi avvenuti nell’agosto 2011 sono state condotte dai poliziotti della squadra mobile di Chieti, che hanno ricevuto la denuncia presentata dalle madre dei due ragazzi, ascoltato i testimoni e acquisito messaggi telefonici e registrazioni audio.
«Giustizia è fatta», dice l’avvocato Bracciale. «Un plauso va al tribunale di Chieti, che ha saputo inquadrare con massima opportunità i fatti, condannando quindi l’imputato che è stato ritenuto colpevole di entrambi gli episodi. I giudici, considerando la straordinaria gravità dei fatti e anche la presenza della recidiva specifica infraquinquennale, hanno deciso di non concedergli alcuna attenuante. Siamo soddisfatti e riteniamo adeguata la pena inflitta dal tribunale. Ora attendiamo l’irrevocabilità della sentenza per poi agire in sede civile, fermo restando che nessun risarcimento potrà ripagare l’incalcolabile danno subito dalle due vittime».
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