Violenze sulle donne in aumento Da gennaio 108 nuovi casi: +13%

26 Novembre 2022

Convegno e riflessioni al Da Vinci-De Giorgio (scuola quasi tutta al maschile) con esperte del settore L’avvocato Benedetti: «Diffondere foto senza veli è reato». Ecco un centro per uomini maltrattanti  

LANCIANO. “E ricorda che l'amore non colpisce in faccia mai”. È la canzone “Vietato morire” di Ermal Meta a fare da sottofondo alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che gli studenti delle classi quinte dell’istituto Da Vinci-De Giorgio hanno ricordato con un convegno a cui hanno partecipato l’assessore alle pari opportunità Cinzia Amoroso, Margherita Barone e l’avvocato Maria Pina Benedetti del centro antiviolenza Dafne, l’ispettore di polizia Giulia Marcucci. Riflessioni su un fenomeno purtroppo in crescita in città: da gennaio la procura di Lanciano ha aperto ben 108 fascicoli, il 13% in più rispetto al 2021, su maltrattamenti e violenze.
DA VINCI -DE GIORGIO Dalle canzoni alla letteratura passando per la storia che consegna una donna succube dell'uomo dal periodo romano a oggi. È un lavoro che tocca i cuori quello dei 120 ragazzi del Da Vinci-De Giorgio - una scuola quasi tutta al maschile - che ieri hanno colorato non di rosso, ma dei colori della vita la giornata dello stop alla violenza contro le donne. Studenti, coordinati dalla professoressa Rosamaria Di Loreto, che all’amore “malato”, e all’“ossessione” rispondono con i valori del rispetto e dell’amore.
DAFNE E POLIZIA«Il possesso non è amore. Se non c’è rispetto non c’è amore. Il controllo non è amore». Risponde così Margherita Barone, del centro antiviolenza Dafne in via dei Frentani, ai ragazzi che chiedono come capire se la relazione è malata. «Avere delle relazioni non è facile», precisa Barone, «ma molto importante è capire come ci si sente e come si sente l'altro. Nel centro accogliamo oggi 55 donne, seguite da psicologi, dall’avvocato Benedetti. Fanno laboratori, cerchiamo di inserirle nel mondo del lavoro perché spesso queste donne non hanno una indipendenza economica. E, proprio perché non hanno possibilità di mantenere se stesse o anche i figli, che molte donne restano accanto a mariti, compagni violenti». E alla violenza sono legati diversi reati. Di stalking, lesioni, minacce, femminicidio e revenge porn, ma anche di cambiamenti culturali, parla l’avvocato Benedetti che mette in guardia i ragazzi su atteggiamenti che sembrano innocui, ma che possono risultare molesti. «Fate attenzione agli appellativi che date alle ragazze, alle immagini così dirompenti in questa società», dice l’avvocato, «diffondere foto senza veli senza consenso della persona interessata è un reato». «Negli ultimi sei mesi abbiamo avuto 8 codici rossi, denunce per maltrattamenti e stalking», continua l’ispettore di polizia Marcucci, «un numero notevole per una città come Lanciano. E, anche se sembrano tante, ci sono tante donne vittime di violenza ancora confinate tra le mura domestiche perché arrivare alla denuncia è un percorso difficile, che molte donne affrontano spesso solo dopo anni di vessazioni». E sono tanti i fascicoli aperti nel 2022 dalla Procura per maltrattamenti, stalking e violenze: 108, il 13% in più rispetto al 2021. Non va meglio nei centri antiviolenza; se Dafne ha 55 donne in carico, da 20 a 60 anni, in gran parte italiane e provenienti anche dall’entroterra, il centro antiviolenza in ospedale, gestito da Donn.è, quest’anno ha avuto 56 richieste di aiuto, più 10 in emergenza, di donne in particolare tra 41-50 anni.
UOMINI MALTRATTANTI «Oltre ai centri, alle associazioni, all’attività dell’assessorato, che si occupa di un settore delicato che non deve essere fonte di polemiche sterili, una risposta alla violenza può arrivare dal centro di ascolto Uomini maltrattanti, Cuav, che la giunta ha approvato per Lanciano», spiega l’assessore Amoroso. «Una novità in Abruzzo, con un centro a Pescara, per contrastare il fenomeno della violenza domestica e di genere e per favorire il recupero degli autori di violenza per evitare che ricadano nell’errore. Il Cuav mira a prevenire e interrompere la violenza, che va denunciata, anche se le donne spesso provano vergogna».
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