Visite guidate e mostre: l’arte riporta alla luce l’antica città sotterranea

Cunicoli di piazza Umberto I trasformati in galleria con opere di Bellini Riapre la strada che collegava la vecchia Teate alle terme romane
CHIETI. Arte e storia. Luce e oscurità. Ruoteranno attorno a questi due temi le aperture straordinarie della Chieti sotterranea in programma per questo fine settimana. Con la collaborazione del Fondo ambiente italiano (Fai) e dei volontari dello Speleo club di Chieti, i cittadini potranno scoprire gli ipogei della via Tecta, a palazzo de Mayo, e le cisterne di piazza Umberto I, sotto il palazzo della Provincia. Luoghi silenziosi e nascosti dal trambusto della quotidianità rimasti intatti nonostante il passare del tempo.
LA MOSTRA
Torna quindi alla luce l’antica città romana di Teate e, per l’occasione, diventa un palcoscenico d’arte. Nelle giornate di sabato e di domenica, infatti, dalle 16 alle 19.30, l’ipogeo di piazza Umberto I ospita una speciale galleria in cui vengono esposte alcune sculture realizzate da Tina Bellini, artista pescarese di fame internazionale. La mostra d’arte, intitolata “Percorsi di luce”, viene curata da Alessio Musella. «Tra le sculture esposte l’artista ha deciso di portare anche una delle sue opere più conosciute», dice Roberto Di Monte, capodelegazione del Fai Chieti, «rappresenta l’infinito ed è stata realizzata in occasione dei mondiali di calcio 2022 tenuti in Qatar». Le opere di Bellini vengono posizionate in postazioni specifiche dell’ipogeo, in modo da riuscire a creare riflessi, giochi di luce e penombre. «Per questa mostra cercavamo un luogo particolare e suggestivo», sottolinea Di Monte, «volevamo proprio un luogo che riuscisse a unire l’arte alla storia e alla cultura e che esprimesse al meglio l’essenza e l’ecletticità dell’artista».
GLI IPOGEI
Oltre che dal Fai, le visite alla Chieti sotterranea sono curate dai volontari dello Speleo club di Chieti, associazione che quest’anno compie sessanta anni di attività. Insieme alle cisterne di piazza Umberto I, viene aperta al pubblico anche la via Tecta, sotterraneo di Palazzo de Mayo. Questa è però visitabile solo nella giornata di sabato, dalle 15 alle 19.30. «La via prende questo nome perché è coperta», spiega Marida De Menna dello Speleo club teatino, «è un lungo corridoio percorribile e in forte pendenza. L’ipogeo presenta delle volte a botte in opus cæmentitium, un’antica tecnica di edilizia romana, ed è lungo 45 metri e alto circa 4 metri». La via, spiegano i volontari, risale all’epoca tardo repubblicana ed imperiale ed è datata al primo secolo dopo Cristo. Fino ad oggi sono stati fatti solo alcuni piccoli interventi di restauro e manutenzione, ma la struttura è rimasta praticamente intatta. «La strada è fruibile ed è nelle stesse condizioni di duemila anni fa», prosegue De Menna, «la via era usata per collegare la parte alta della città alla zona delle terme romane che si trovava nell’area sottostante. Sotto questa via, un tempo passava molto probabilmente l’acquedotto romano che alimentava le terme». Questo fine settimana gli ipogei sono visitabili a gruppi di 15 persone per volta per questioni di sicurezza ed è necessaria la prenotazione. Il punto di ritrovo delle visite è in piazza Umberto I e si richiede un contributo simbolico di tre euro. Per i visitatori è consigliato un abbigliamento comodo e scarpe antiscivolo.
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