Visite negli ipogei e spedizioni fuori regione

24 Gennaio 2015

Il programma 2015 dello Speleoclub di Chieti. Lezioni teoriche e gite nelle grotte di Marche e Umbria

CHIETI. Visite gratuite negli ipogei cittadini con particolare attenzione per la via Tecta, un corso di speleologia per neofiti e ricerche sulle montagne abruzzesi. Sono le iniziative che lo Speleo club Chieti metterà in atto nel corso del 2015. Che sarà, come sempre, intenso per gli speleologi teatini. Chiaro, in tal senso, Enzo Bevilacqua, socio fondatore dello Speleo club che ha sede in via Galiani. «Anche per il nuovo anno il nostro sodalizio ha in cantiere», anticipa Bevilacqua, «una serie di azioni che, sulla falsariga di quelle degli anni precedenti, daranno un notevole impulso alle attività scientifiche, culturali e sportive della nostra città».

A partire dalle visite guidate nei bellissimi ipogei cittadini. La parte da leone la farà la via Tecta che si trova nei sotterranei di palazzo De Mayo. Dove, nel 2014, si sono registrati oltre mille visitatori provenienti anche da fuori regione.

«Tutti hanno potuto apprezzare la monumentalità dell’antico ipogeo sotto la magistrale direzione», spiega Bevilacqua, «della professoressa Marida De Menna, archeologa di lungo corso dello Speleo club». Non basta. Per coloro che vorranno avvicinarsi all’affascinante mondo della speleologia saranno allestiti corsi di speleologia di base in programma nel periodo compreso tra marzo e maggio.

«Alle lezioni teoriche», anticipa Bevilacqua, «si abbineranno quelle pratiche in palestra e nelle maggiori grotte di Abruzzo, Marche ed Umbria in modo da tastare, in concreto, la propria preparazione».

Proseguiranno, inoltre, le ricerche e gli studi nelle aree carsiche delle montagne abruzzesi e negli ipogei monumentali oltre che storici del territorio. «In considerazione», precisa Bevilacqua, «del rinnovato interesse per la speleologia urbana».

Un evidente dinamismo sospinto dalle notevoli professionalità presenti all’interno dell’associazione che può contare sulla collaborazione di docenti universitari, geologi, ingegneri, chimici, esperti in storia dell’arte e di un’archeologa. Tra le fila dello Speleo club milita anche il professor Ezio Burri, ricercatore con esperienze in Turchia, Giordania, Egitto ed Iran, oltre ad esponenti del soccorso speleologico e istruttori o aiuto istruttori della Società speleologica italiana.

«Siamo un’associazione di indubbia rilevanza sul piano nazionale che merita», chiosa Bevilacqua, «di essere conosciuta da tutti in considerazione della poliedricità delle attività svolte in oltre 50 anni di attività».(j.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA