Visite private in ospedale, arrivano i Nas

Controlli al Cup del policlinico e in un reparto, nel mirino dei carabinieri un primario che non versa la percentuale alla Asl
CHIETI. Visite private in ospedale pagate direttamente ai primari senza passare per il Cup. Un guadagno netto per il professionista «disinvolto» che, in qualche modo, riesce a forzare il sistema informatico centralizzato di prenotazione. Visite-truffa delle quali non rimarrebbe alcuna traccia e «camici bianchi eccellenti» che si arricchiscono senza versare un euro all’Azienda sanitaria locale. «Un malcostume diffuso», secondo il parere espresso dal presidente del Tribunale del malato di Chieti Mauro Massi segnalato più volte, ma senza ottenere ascolto dalla direzione generale della Asl. Ma questa volta non si tratta solo di voci insistenti che serpeggiano nei corridoi del policlinico di Colle dell’Ara. E le visite frequenti dei Nas di Pescara, due nel giro di pochi giorni, autorizzano a pensare che l’interesse dei carabinieri è rivolto verso una persona in care e ossa. Si tratterebbe di un noto primario che opera in ambito ospedaliero, bravo nella sua specialità, ma anche in quella di mago. Il trucco non è stato ancora scoperto, ma sarebbe stato in grado far sparire dal computer del Cup le prenotazioni le delle sue visite private .
E mentre in ospedale si scommette sull’identità del professionista di grido, le casse della Asl piangono la mancata corresponsione del dovuto da parte del «furbetto» di turno. I Nas, invece, si stanno dando da fare per svelare un sistema «truffaldino« che di misterioso ha ben poco. È evidente che se la prenotazione per le visite non passa attraverso i file del computer del Cup, ma transita attraverso il pc del professionista «disinvolto», è ovvio che solo alcune delle prestazioni ambulatoriali verranno registrate e la percentuale degli introiti versata alla cassa del Cup.
Ma per «sfoltire» ulteriormente l’onere verso la Asl basta prenotare la visita sull’agenda privata del prof . Da chi? Magari da segretari o specializzandi di fiducia. Un sistema di controllo molto fragile, dunque, quello informatico della Asl teatina, mai «rinforzato» nonostante il grido d’allarme del Tribunale del malato. Ma l’accusa più grave espressa dall’associazione è che nonostante le segnalazioni sull’«evasione» dei pagamenti dovuti dai primari per le visite private in ospedale è che l’azienda sanitaria non avrebbe mosso un dito per attivare un’ inchiesta interna. E la presenza dei Nas confermerebbe quanto asserito. «Il sistema di prenotazione informatico delle visite al Cup è centralizzato» sostiene Massi «ma funziona in base alle direttive dei primari. Su quei file si può lavorare senza alcun ostacolo e così si aprono e chiudono liste di pazienti a piacimento. Siamo nell’anarchia più assoluta e, nonostante le nostre segnalazioni, la direzione fa orecchi da mercante come se la cosa non li riguardasse. Tutte le visite private in regime assistenziale devono essere registrate al Cup, ma evidentemente più di un primario, riesce a glissare il controllo». Intanto, ieri mattina, a Medicina, sono tornate le barelle lungo i corridoi. Massi ne ha contate almeno 10.

