Visite raddoppiate ma mancano i medici

Niente più esami al poliambulatorio: si va direttamente in reparto. Restano i troppi trasferimenti a Chieti per le coronografie
LANCIANO. Niente più visite cardiologiche nel poliambulatorio del Renzetti. Dopo anni viene sospeso l’ambulatorio di Ecg + visita cardiologica nel poliambulatorio: tutti gli esami saranno effettuati nel servizio di cardiologia al secondo piano della palazzina centrale dell’ospedale. Una scelta organizzativa fatta da Luigi Leonzio, direttore dell’Unità operativa di cardiologia del ospedale e del dipartimento cuore della Asl Lanciano- Vasto-Chieti per problemi di carenza di personale. Oltre alla mancanza di due medici in seguito al pensionamento (uno è stato rimpiazzato da poco) l’unità “perde” un cardiologo. È il medico che accompagna in ambulanza il paziente che è costretto ad andare all’ospedale di Chieti per eseguire la coronarografia, esame impossibile da fare negli ospedali di Lanciano e Vasto. Quel cardiologo che segue il trasporto è anche quello che, prima di partire, assicurava le visite al poliambulatorio. Ma spesso non riusciva a portare a termine il lavoro con i pazienti costretti a salire in reparto.
«Il servizio di cardiologia è fondamentale nel poliambulatorio», dice Patrizia Bianchi, consigliere referente regionale del Nursing Up, «e lo testimoniano i 2.100 esami fatti lo scorso anno. Con questa chiusura e il trasferimento in reparto, saliranno i tempi di attesa per le visite degli utenti esterni e aumenteranno i disagi per i tanti pazienti cardiopatici, costretti a spostarsi a piedi per raggiungere la palazzina della cardiologia. Inoltre il personale, già appesantito di lavoro, sarà costretto a fare di più. Si creerà il caos nell’unità».
«È stata una scelta fatta nell’interesse dei pazienti», risponde Leonzio, «a cui stiamo andando incontro raddoppiando anche la disponibilità degli esami. Per ridurre le liste di attesa abbiamo dato mandato al servizio del governo clinico liste di attesa della Asl, di raddoppiare le prenotazioni di elettrocardiogrammi per esterni da 5 a 10 tutti i giorni e gli eco cardiogrammi da 4 a 7. Sedute aggiuntive che si sommano ai tanti esami fatti e alle 25 consulenze al giorno del pronto soccorso». Numeri assicurati con personale ridotto, tra cui il cardiologo costretto ad andare a Chieti. «Con lo spostamento di tutti gli esami nel servizio di cardiologia», precisa Leonzio, «non ci saranno disagi per gli utenti perché quando il medico delle visite partirà per Chieti, subentrerà subito un collega in servizio al suo posto».
Ma questi viaggi verso Chieti hanno costi ingenti per i trasporti alla Asl, provocano disagi sia ai pazienti, costretti a viaggiare in ambulanza per andare a fare l’esame e tornare a Lanciano, sia al personale del reparto. Come evitare tutto questo? Montando l ’angiografo (apparecchio in grado di evidenziare i vasi sanguigni per svelarne eventuali alterazioni) comprato ma ancora impacchettato. Non può essere montato se non finiscono i lavori nel reparto. Che però sono fermi da giugno 2015. Da allora l’unità è stata fatta scendere, non senza disagi, nel piano in cui una volta c’era la chirurgia, ma il trasferimento di pochi mesi si è tramutato in un trasloco di due anni e che durerà ancora a lungo. «La gara per il rifacimento di tutta l’unità», fa sapere il direttore sanitario Asl, Vincenzo Orsatti, «è stata fatta e si sta procedendo con l’aggiudicazione».
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